Il centro storico si ripopola ma nel frattempo è diventato una savana

Via Saffi - Carcere - Cassero Senese: erbacce cresciute a dismisura, Le Mura - via Saffi, La palma di piazza della Palma piantata a febbraio, Piazza San Francesco d’Assisi, Piazza Martiri d’Istia e L’aiuola di piazza della Palma

Il Comune vuole farne un salotto aperto anche per agevolare chi ha un’attività ma la manutenzione del verde pubblico è ferma a prima dell’emergenza Covid

Si riparte: anzi, la città è già ripartita. E non solo con le luci accese dei negozi ma anche con la socialità – pur vissuta a distanza – in ristoranti, bar e locali che possono “allargarsi” all’esterno con ombrelloni, tavoli e sedie occupando più suolo pubblico rispetto a prima. E possono farlo gratuitamente, perché il relativo canone (il Cosap) va in soffitta fino al 31 dicembre: così ha deciso l’Amministrazione comunale ripercorrendo il solco tracciato dal governo.

Idee, promesse e aspettative


La rinascita parte dal cuore della città, dal centro storico che da lunedì scorso si è ripopolato: in piazze e piazzette, lungo corso Carducci e nelle stradine adiacenti si servono caffè e aperitivi e drink, dalla mattina a notte fonda. E si parla di mettere a disposizione degli esercenti non solo il suolo civico ma anche gli angoli verdi; di pedonalizzare piazza della Palma – ipotesi spuntata prima dell’emergenza sanitaria da coronavirus – e di riportare i grossetani a vivere le Mura. È bella, bellissima l’idea di un centro storico salotto-aperto fruibile in ogni suo angolo, dall’aiuola alla piazza, dal vicolo allo slargo.

La selva

Ma proprio adesso che la vita cittadina si riverserà qui – è questa del resto l’aspettativa di chi vive del business della socialità, accolta e sostenuta da alcune scelte, recentissime, compiute dall’Amministrazione comunale, come quella del Cosap, appunto – il centro storico è diventato una “savana” o una foresta, se si preferisce.

Mini tour

Qua e là tra le mattonelle della pavimentazione – tra un tavolino e una sedia – sono spuntati antiestetici ciuffi d’erba: è l’effetto che accade quando il quotidiano transito dei pedoni o dei mezzi si dirada, come è accaduto nelle settimane di lockdown. Da piazza San Francesco d’Assisi a piazza Martiri d’Istia, sotto gli alberi sono cresciuti abnormi cespugli erbosi ricettacoli di insetti quando la temperatura sale e che mai si erano visti – con quelle dimensioni – almeno in un passato recente. Tutto il tratto delle Mura che corre lungo via Saffi è una savana di erbacce alte e spianate di spighe, a tratti ormai bruciate dal sole: una delle poche panchine (vedi foto), a colpo d’occhio, sembra affossata in un materasso di “forasacchi” (che per altro sono un pericolo per i cani che si portano a spasso, e a Grosseto i quattro zampe sono moltissimi). E piazza della Palma che poco prima che scoppiasse la pandemia era stata baciata da un restyling donato alla città da Clodia Commerciale, la società proprietaria dei tre supermercati cittadini a marchio Conad? La nuova palma – che doveva ridare identità al luogo – ha un aspetto trasandato; l’aiuola che divide la piazza sembra una selva, tant’è che il verde infestante è arrivato alla fontanella; la sensazione è che sia stato tutto mollato lì, nonostante il primo step di un progetto inaugurato a spese di Clodia e che avrebbe dovuto avere un prosieguo (in termini di manutenzione) sotto l’egida pubblica.

La domanda

Sorge un interrogativo: durante il lockdown la cura del verde pubblico è andata (per forza di cose) in letargo? In città i cantieri non sono mancati: per esempio, quello per l’abbattimento dei 52 pini di viale Mascagni. E ora che molte delle speranze (economiche e non solo) sono legate alla fruibilità e alla vitalità del centro storico, la manutenzione del verde riprenderà al più presto? –