Lavori in pineta a Principina Appello degli ambientalisti

Italia Nostra Toscana, Lipu Grosseto, Gufi e Gruppo di Intervento Giuridico chiedono l’accesso agli atti. Il Wwf sollecita: «Il sottobosco protegge dal fuoco» 

principina a mare

Prosegue la polemica sui lavori in pineta a Principina a mare avviati da alcuni giorni per attuare il piano anticendio regionale. Nei giorni scorsi la Lipu ha presentato denuncia in Procura sostenendo che i lavori – taglio del sottobosco e abbattimenti di alcuni pini per creare delle fasce anticendio – contrastino con le norme a tutela della nidificazione, che avviene in questo periodo e per la quale è vietato fare interventi rumorosi o danneggiare gli alberi che possono ospitare i nidi.


richiesta di accesso agli atti

Oggi le associazioni Italia Nostra Toscana, Lipu Grosseto, Gufi – Gruppo Unitario per le Foreste Italiane e Gruppo di Intervento Giuridico tornano sulla vicenda con una nuova iniziativa. Le associazioni hanno infatti presentato una richiesta di accesso civico agli atti e di informazioni a carattere ambientale riguardo ai tagli della vegetazione.

Le associazioni chiedono l’adozione di provvedimenti sanzionatori e di ripristino ambientale, in quanto considerano i lavori non rispettosi della normativa nazionale e comunitaria per quanto riguarda la valutazione ambientale strategica, la tutela paesaggistica e la tutela dell’avifauna nidificante, nonché irrispettosi dei valori ambientali, naturalistici ed ecologici del luogo.

il piano antincendio

Il piano riguarda la Pineta del Tombolo e prevede pesanti tagli boschivi nelle pinete litoranee (l’85% del litorale boscato), con la realizzazione di fasce parafuoco larghe 50 metri in zone pinetate e 20 metri per ogni lato di sede stradale, eliminazione di copertura boschiva e arbustiva in talune aree (mantenimento di soli 120 esemplari di Pinus per ettaro rispetto ai 700 per ettaro attualmente presenti e solo il 20% della macchia), e l’eliminazione della copertura arbustiva (macchia mediterranea). Tutto questo in mancanza della V.A.S – Valutazione ambientale strategica, necessaria a norma di legge, e delle autorizzazioni paesaggistiche.

le richieste delle associazioni

La Pineta del Tombolo è un sito di importanza comunitaria (SIC), nonché area soggetta a vincolo idrogeologico, e la realizzazione degli interventi previsti cambierebbe radicalmente le sue caratteristiche.

«Lavori altamente impattanti come quelli in corso distruggeranno moltissimi nidi e provocheranno l’abbandono di quelli rimasti a causa del disturbo ambientale», dicono le associazioni che chiedono alle istituzioni di «desistere e rinunciare alla devastazione delle Pinete grossetane, ormai diventata un appuntamento annuale ogni primavera; di rispettare il patrimonio naturale che i cittadini hanno dato loro mandato di proteggere; e di smettere di utilizzare i fondi comunitari stanziati per la protezione dell’ambiente per interventi insensati e ad alto impatto ambientale».

Il wwf

Anche il Wwf interviene sui lavori nella pineta di Principina e allarga lo sguardo anche ad altri lavori che sono in corso sulle sponde dei fiumi del territorio provinciale (ad esempio presso Marsiliana).

«Per entrambe le tipologie di lavori, che, trattandosi di opere pubbliche, sono finanziati dai contribuenti – dice il Wwf – contestiamo l’utilità e questo non per preconcetti, ma rifacendoci a un principio che è venuto ultimamente all’attenzione dell’opinione pubblica, quello di “resilienza” . A nostro avviso, sulla base però di evidenze scientifiche, una pineta con sottobosco verde e integro è più resiliente agli incendi di una in cui la vegetazione del sottobosco sia stata eliminata e sia presente soltanto l’inevitabile tappeto di aghi, pigne ed altro materiale secco caduto a terra (facile innesco per il propagarsi delle fiamme). Un’efficace lotta agli incendi si fa più organizzando squadre di volontari, che, “marcando” il territorio scoraggino chi voglia appiccare incendi (in gran parte dolosi) e possano spegnere sul nascere la quota residua di incendi accidentali, più che con iniziative che, con il pretesto di salvare la pineta dagli incendi, ne eliminino preventivamente gran parte del valore ecologico. Per questo abbiamo convintamente partecipato, con altre associazioni, al ricorso al Capo dello Stato contro il cosiddetto piano anti-incendio della pineta in questione».

Analogamente, dice il Wwf, «le sponde di un fiume coperte da vegetazione naturale sono decisamente più resilienti all’erosione e alle frane di quelle spogliate da ogni pianta e rese argini artificiali». A monte di molti interventi, dice il Wwf, c’è spesso una richiesta dell’opinione pubblica, «che gli enti preposti non fanno altro che assecondare e che nasce da interpretazioni errate di “sporco” e “pulito” . Quello che, invece, vogliamo aspettarci dalle autorità preposte è il rispetto delle norme, nazionali e internazionali». —

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