Giulianotti al sindaco: "L'umanità è vicina al baratro e la Sua ossessione è tagliare i pini. Complimenti..."

Grosseto: il luminare di chirurgia robotica scrive a Vivarelli Colonna una dura lettera di biasimo per gli abbattimenti in via Mascagni

GROSSETO. Nei giorni scorsi aveva scritto una lettera aperta al sindaco di Grosseto Antonfrancesco Vivarelli Colonna, chiedendogli di ritornare sui suoi passi e rinunciare all'abbattimento dei 52 pini di viale Mascagni, alberi sani ma le cui radici in certi tratti rovinano l'asfalto.

Ieri, lunedì 16 marzo, sono iniziati gli abbattimenti. E oggi il professor Pier Cristoforo Giulianotti, luminare mondiale di chirurgia robotica, ex primario del Misericordia, oggi professore di Chirurgia all'Università Illinois di Chicago, scrive una seconda, dura lettera indirizzata a Vivarelli Colonna. Eccola qua.

Giù i pini di via Mascagni a Grosseto, il sindaco: "Ecco perché ho deciso così"

Congratulazioni Sig. Vivarelli Colonna,

ha veramente dimostrato di avere gli attributi! Il sacrificio dei Pini di via Mascagni era una priorità della sua giunta e Lei ha avuto il carattere e la fermezza per imporsi nonostante tutto e contro tutti. Nonostante i ricorsi di associazioni, le obiezioni di comuni cittadini, le proteste e gli accorati appelli di persone che amano Grosseto e la Maremma (come il sottoscritto), nonostante una situazione drammatica legata alla pandemia del virus Covid19.

Lei ha pensato bene di dare una accelerata al suo progetto ”verde”! Ha certo pensato che la gente confinata in casa per le norme contro l’epidemia non avrebbe turbato troppo I suoi lavori! Certo mi chiedo come abbia potuto infischiarsene delle norme di profilassi che impongono ai comuni cittadini di restare confinati a domicilio e LEI abbia mandato sulla strada, per un lavoro procastinabile, un gruppo di operai per il taglio degli alberi. Andrebbe denunciato anche per questo, non solo per lo scempio di un patrimonio storico, pubblico e per l’arrogante disprezzo della Natura che ci circonda.

Il taglio degli alberi era la sua priorità! Il dramma in cui si consuma l’Italia per effetto della epidemia virale non era in testa ai suoi pensieri. Terapie intensive insufficienti, ospedali affollati, medici e infermieri stremati e sottorappresentati, farmaci e presidi introvabili, mascherine vendute al mercato nero, anziani a rischio e in difficoltà, attività commerciali ridotte o sospese, aziende al collasso, cassa integrazione per molti…

Ma lei aveva in testa una sola ossessione... il taglio degli alberi.

Sarà soddisfatto! Quale sarà il suo prossimo obiettivo? Rimuovere ogni Pino dalla città? Eliminare ogni viale alberato? La prossima campagna sarà contro i viali di Marina o i cipressi della vicina Bolgheri? Anche lì mi dicono che l’asfalto è sconnesso e le motociclette non possono correre. Povero Carducci! Come soffrirebbe nel constatare la pochezza culturale e morale di molti nostri “governanti”. Pochezza che diventa anche autolesionismo. Sì, perché credo che Lei abbia fatto male anche a se stesso, a quella Madre Natura cui tutti apparteniamo.

L’umanità si trova vicina ad un baratro senza ritorno. Non abbiamo un pianeta di riserva. Questo lo stiamo uccidendo con la nostra stupida arroganza e cecità. Non solo l’uomo ha il diritto di vivere, ma anche tutte le creature, gli orsi, i delfini, i leoni, le gazzelle e le piante, gli alberi, i pini, i cipressi. Credo che questa pandemia virale sia l’inizio di molte altre che verranno. È l’estremo tentativo di Madre Natura di riportare l’equilibrio, di rigetto degli umani, strabordanti. L’equilibrio è il “sacro” compito della Natura. Ed empio peccato è andare contro il sacro.

Lei forse saprà e avrà studiato che il pino era un albero consacrato alla Dea Rea, madre di Zeus, simbolo di eternità. Duplice era il motivo la longevità di questo albero (fino a 500 anni) e le sue proprietà terapeutiche. La resina del pino, infatti, difende la pianta dai batteri, funghi e altri microrganismi. Le pinete erano scelte come luogo salubre di cura, soprattutto per le malattie respiratorie.

E sembra un paradosso che in un momento in cui l’umanità è minacciata da un virus che attacca le vie respiratorie. Lei va a tagliare i pini che portavano salute alla città. È triste e tragico.

Il future è oscuro. Spero solo nei giovani, nelle nuove generazioni, per citare il Dalai Lama. Spero che abbiano la forza di sbarazzarsi dei falsi Leaders, degli omuncoli e mezzuomini. Spero che abbiano la capacità di fare scelte coraggiose Spero che abbiano la saggezza e l’umiltà di rispettare il creato. Spero che sappiano accettare sacrifici e restrizioni. Spero che capiscano che dobbiamo porci dei limiti, che comprendano che eliminare una piega dell’asfalto non vale la vita di un Pino.

Piero Giulianotti

Professore di chirurgia Università Illinois Chicago