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Il professor Giulianotti dagli Stati Uniti: «Sindaco, ci ripensi e non tagli quei pini»

Piero Cristoforo Giulianotti

Il luminare che ha fatto di Grosseto l’eccellenza della chirurgia robotica lancia l’appello: «I grandi leader sanno anche tornare sui loro passi» 

"Egregio signor sindaco, Le scrivo dagli Stati Uniti dove risiedo da anni. Amo la Toscana dove sono nato e sono innamorato di Grosseto che mi è rimasta nel cuore. Per anni sono stato primario chirurgo dell’ospedale Misericordia. Per Grosseto continuo a impegnarmi organizzando corsi internazionali di chirurgia robotica, portando visitatori, studenti, chirurghi, professionisti vari. Centinaia sono le persone che sono passate attraverso la Piccola scuola grossetana di Robotica che ho fondato. È per questo, come cittadino “onorario” di Grosseto che mi permetto di scriverle facendole un appello. Ho letto che ha preso la decisione di abbattere i pini di via Mascagni . La prego di riconsiderare la sua decisione".

Inizia così una lettera del professor Piero Cristoforo Giulianotti, luminare della chirurgia mondiale, oggi in servizio a Chicago, Illinois, e in passato radicato a Grosseto.

"Credo che sia un delitto - dice il professore - un oltraggio alla natura, allla bellezza, alla storia, alla cultura. Il Pino marittimo, insieme al cipresso è un simbolo della Maremma e in particolare di Grosseto. Ricordo ancora la prima volta che visitai Grosseto. Si era da poco aperto il concorso per il primariato di chirurgia e volevo rendermi conto della città. Era estate e faceva molto caldo, mi fermai a riflettere all’ombra di un grosso pino prospiciente l’ospedale. Mi sentii bene, in pace con me stesso. I colori vividi del giorno si intrecciavano con la chioma di aghi aperta all’infinito del cielo. Nessuna immagine poteva essere più bella, un gigante in preghiera!


Ma tutta la città era adornata di pini e profumava di resina: fuori delle Mura, via Mascagni, viale Uranio, il Pizzetti , il litorale di Marina. Erano alberi bellissimi, rigogliosi, felici di vivere e di vivere al sole Mediterraneo della Maremma. Percepii quello stato di benessere trasmesso dagli esseri viventi quando stanno bene e mi sentii felice di riflesso. Decisi di accettare l’incarico di primario a Grosseto anche per questo.

Non mi sono ben chiare le ragioni per cui Lei ha deciso di abbattere i pini secolari di via Mascagni. Ragioni di sicurezza? Le radici possenti di questi pini deformano l’asfalto e creano gobbe pericolose per i motociclisti ? Veramente questa è la ragione? Non riesco a crederci

Forse le strade e l’asfalto si possono manutenzionare senza dover tagliare le piante; ma ancora più importante, cosa insegniamo ai nostri figli? Che si può sacrificare tutto per la nostra comodità?

Forse dovremo insegnare loro il rispetto per la natura, per la bellezza, la storia.

Forse dovremmo spiegargli che la sicurezza usando il motorino si ottiene andando piano, che esistono le zone pedonali, a traffico limitato, che si mettono apposta dei bumpers per ridurre la velocità in centro città...

Forse dovremmo fargli capire che ogni forma di vita richiede rispetto e amore a cominciare dalle piante.

Forse dovremmo insistere con l’educazione civica delle coscienze.

Già, ma tutto questo richiede impegno, dedizione e sacrifici. È piu facile autorizzare le motoseghe e risolvere il problema eliminandolo. È un delitto. Le chiedo seriamente di ripensarci. L’ostinazione non sempre si accompagna all’intelligenza. I grandi leader hanno la capacità di ritornare sui propri passi".