Scuole in affanno per organizzare in poche ore lezioni a distanza

Il decreto ministeriale chiede di attivare la didattica online Per i dirigenti è una corsa contro il tempo tra mille difficoltà





. Le scuole di tutta la provincia sono piombate nel caos per l’improvvisa chiusura disposta dal Governo contro lo spettro del Coronavirus. Complicato, se non impossibile in taluni casi mettere in piedi una didattica a distanza in così poco tempo, così come previsto dal Dpcm al punto g pagina 3 («I dirigenti attivano, per tutta la durata della sospensione delle attività didattiche nelle scuole, modalità di didattica a distanza, avuto riguardo anche alle specifiche esigenze degli studenti con disabilità»).

L’ordinanza ministeriale che stoppa le lezioni fino al 15 marzo in via precauzionale era attesa, ma la sera di mercoledì è arrivata come una tegola, costringendo i dirigenti scolastici a uno “scatto” in velocità sia per informare correttamente gli insegnanti e i familiari su cosa fare a partire dalla mattina dopo (ieri), sia per riorganizzare in tempi record le attività didattiche grazie a tecnologia e web. Con l’aiuto di piattaforme online e registri elettronici, in parecchi istituti i ragazzi possono avere a disposizione lezioni e compiti, mentre in quelli tecnologicamente più avanzati, già dotati di sistemi per lezioni in video, la gestione è ancor più semplice. Nel senso che la dotazione strumentale c’è; poi ben altra cosa è attivarla in tempi così ristretti. Molte scuole hanno riversato sui propri siti web le comunicazioni di servizio. Frenetico il lavoro dei prèsidi.

L’Isis Pietro Aldi di Grosseto si è attivato mandando mail ai docenti affinché pubblichino il materiale online, non escludendo di fare lezione sul web se la sospensione dovesse prolungarsi. L’Isis Bianciardi di Grosseto ha già da anni una piattaforma su cui i docenti caricano il materiale didattico e lo scambiano con i ragazzi con la possibilità di lezioni in videoconferenza. L’Isis Leopoldo di Lorena ha reso disponibile la didattica a distanza per gli studenti. Anche il Fossombroni si è attrezzato per consentire ai ragazzi di non perdere del tutto le lezioni, grazie alle tecnologie di cui è dotato con il liceo a indirizzo informatico. L’Isis di Follonica farà lezioni su Youtube o Skype. Sul fronte degli Istituti comprensivi, a Gavorrano la scuola ha pubblicato sul sito dispense e compiti. Lo stesso l’Ic di Castiglione e Follonica I, anche se in questo ultimo caso la didattica a distanza sarà nel giro di qualche giorno.

Al Rosmini abbiamo incontrato ieri la preside Gloria Lamioni, che lavorava fitto con il vicepreside Fernando Menichetti. «Ci stiamo attrezzando – dicono – per portare avanti una didattica a distanza: già l’abbiamo attiva per il corso serale online con la Google classroom, ora la attueremo per via di questa emergenza, con le quinte: circa 280 alunni. I ragazzi avranno un account, saranno registrati con l’indirizzo mail. Il problema sono soprattutto le quinte che avranno l’esame di maturità: ora si trovano le lezioni sospese, poi c’è la Pasqua...”. E dopo chi lo sa se la sospensione sarà prolungata? «Nel complesso una bella mazzata: una misura così importante ci ha lasciati sorpresi. Menomale che siamo attrezzati, anche se da un momento all’altro non è semplice».

Roberto Mugnai, dirigente scolastico e segretario regionale di Dirigenti scuola, conferma che «i dirigenti per questi 10 giorni si stanno organizzando offrendo agli studenti materiale di studio e ripasso, ma la situazione non è facile, anche perché il problema è arrivare a “tutti” gli studenti con la didattica a distanza. In alcune aree più periferiche non ci sono collegamenti adeguati e si rischia di avere alunni che nella stessa classe non abbiano le stesse attrezzature». Un problema che andrà valutato soprattutto nel caso in cui la sospensione dovesse prolungarsi oltre il 15 marzo. Nel qual caso si dovranno pensare forme più sistematiche, che al momento non paiono pronte. —