Quando il cagnolino avvistò una mina e salvò i pescatori

L'associazione Amici di Bobi

Il nome del sodalizio prende spunto da un caso realmente accaduto Ogni giorno le volontarie soccorrono quattrozampe, scoiattoli o istrici 

Decine, forse centinaia gli animali che hanno un futuro grazie a loro. Proprio questo è l’obiettivo delle volontarie di Amici di Bobi, un sodalizio tutto al femminile pronto a correre in tutte le situazioni di pericolo e non solo.

L’associazione da più di 10 anni opera sul territorio di Monte Argentario e si occupa della tutela degli animali e della salvaguardia dell’ambiente e, in collaborazione con il Comune di Monte Argentario e tramite l’Asl locale, si occupa di sterilizzare, curare e censire le numerose colonie feline presenti sul territorio. Un’azione a tutto tondo che può contare sull’azione di una decina di volontarie, compresa la presidente Mariagrazia Sordini che ha realizzato e fatto crescere il gruppo.


Il nome Amici di Bobi prende spunto da una storia realmente accaduta circa 50 anni fa, raccontata da un vecchio marinaio e ripresa dall’associazione. «Bobi, un meticcio di piccola taglia – spiega la presidente Mariagrazia – era il compagno di viaggi e di pesca che tutti i giorni passava a bordo di un peschereccio a osservare il lavoro dei pescatori. Un giorno Bobi, come di consueto, stava a prua a guardare il mare, ma all’improvviso notò una cosa strana che affiorava sull’acqua e cominciò ad abbaiare insistentemente a tal punto che l’equipaggio, incuriosito, corse a vedere cosa era successo. Quell’oggetto era una mina che sarebbe esplosa se Bobi non avesse allarmato il capitano, che tempestivamente virò il peschereccio. Bobi così salvò da morte certa l’intero equipaggio. E proprio a Bobi è dedicata la nostra associazione».

Tante le emergenze e i salvataggi che quotidianamente impegnano Mariagrazia e tutte le sue collaboratrici.

«Pur non avendo un rifugio per ospitare gli animali – prosegue – ci siamo trovati ad affrontare il tristissimo problema dell’abbandono di numerose cucciolate di cani e gatti, ma anche di altri piccoli animali da compagnia come conigli, tartarughe d’acqua e canarini, preoccupandoci di curarli e trovare loro una casa. Non abbiamo negato aiuto a trovare adozioni anche ad animali di proprietà. Sono sempre molti gli animali in cerca di casa: chi volesse allargare la propria famiglia può trovare le foto e le informazioni sulla nostra pagina Facebook Amici di Bobi onlus. Abbiamo soccorso anche numerosi animali selvatici di piccola taglia feriti come gabbiani, falchi, tassi, volpi, istrici, ricci, scoiattoli, gufi e altri tipi di volatili, dando loro le prime cure necessarie e affidandoli poi nei centri specializzati per essere reinseriti in natura».

Tra le storie prese a cuore da Amici di Bobi si ricorda quella della gattina caduta in mare alcuni anni fa da un traghetto arrivato a Porto Santo Stefano dall’isola del Giglio, salvata da un marinaio e consegnata poi alle cure dell’associazione, che ha poi dato in adozione la micina a una giovane coppia del posto. O anche quella della civetta Ombretta, trovata in difficoltà nel giardino di Villa Varoli, curata e rimessa in libertà non appena le sue condizioni sono migliorate. Senza dimenticare i tanti cagnolini abbandonati negli scatoloni e ritrovati sia in un bosco argentarino che nel paese di Porto Santo Stefano, vicino ai cassonetti dell’immondizia.

Anche in quel caso i cuccioli, dopo le apposite cure, sono stati tutti dati in adozione a persone che se ne stanno prendendo cura amorevolmente, a differenza di chi li aveva gettati e abbandonati al loro destino. Ma le attività del sodalizio sono tante e non si fermano soltanto alle emergenze e ai salvataggi. C’è anche un’attenta opera di prevenzione.

«Oltreché con il Comune di Monte Argentario – prosegue la presidente – collaboriamo anche con quello dell’Isola del Giglio per la sterilizzazione dei gatti, occupandoci del trasporto presso l’ambulatorio Asl e reimbarco sul traghetto dopo l’intervento. Per quanto riguarda la fauna selvatica di piccola taglia, restiamo anche a disposizione per il trasporto di animali trovati feriti sull’isola nelle varie cliniche veterinarie e nei centri specializzati. Inoltre ci siamo adoperati per fare lotterie, eventi e raccolta fondi per coprire interventi chirurgici di cani e gatti randagi. Grazie al generoso aiuto delle persone che ci supportano è stato possibile aiutare Pantera, Rufus e tanti altri. Nel tempo ci siamo impegnati negli asili di zona a divulgare il rispetto per gli animali e l’ambiente portando a conoscere ai bambini cani, accompagnati dai loro educatori, che hanno portato gioia e insegnamenti preziosi per il loro futuro».

Per questo concorso - il gioco lanciato da Il Tirreno e che si concluderà il 7 dicembre (giorno di scadenza in cui recapitare i tagliandi) - l’associazione Amici di Bobi ha deciso di far votare la volontaria Beatrice Congedo, la più giovane della squadra, «che rappresenta il nostro futuro e la continuità della nostra opera di volontariato».

In foto da sinistra in alto Beatrice Congedo, Chiara Loffredo, Angela Galatolo, Annangela lacchini, Valeria Greco e la mascotte Noemi Mataloni. Da sinistra in basso Lorella Solari, Giuliana Bianciardi e Olimpia, uno dei cuccioli trovati abbandonati al monte e da lei adottata, Maria Grazia Sordini e Fabiana Mataloni. —