Un mese senza Hollie: «Ha sofferto tantissimo prima di morire»

Isola del Giglio, il dolore dei proprietari del cane ucciso dal carabiniere: non ci sono ancora i risultati del test antirabbico

ISOLA DEL GIGLIO. Un mese fa, la vita di Michela Bertozzi e Sergio Roncolini, è cambiata per sempre: la loro Hollie, la cagnolina che da anni faceva loro compagnia e viveva nella casa della coppia come una figlia, è stata uccisa dai colpi di pistola sparati da un carabiniere in servizio all’isola del Giglio. Michela e Sergio, oggi, vogliono ricordare la loro cagnolina. «È passato un mese da quando è successa questa tragedia - dice Michela con la voce rotta dal pianto - e noi siamo disperati. Hollie non meritava di morire in questo modo. Era una rompiscatole e abbaiava, questo sì, ma non era cattiva. Secondo noi la reazione del carabiniere è stata sproporzionata e ora aspettiamo solo che venga fatta giustizia». Era un legame speciale quello tra Michela e Sergio e la loro cagnolina: l’avevano adottata in un canile e le avevano dato una casa dove veniva trattata come una figlia. «Pesava sedici chili appena - dice Michela - ed era reduce da un intervento chirurgico al crociato. Era stata sei mesi senza poter correre, senza poter stare fuori».

Quel venerdì pomeriggio, Hollie era con Michela al porto. Era senza guinzaglio quando è andata incontro ai due militari abbaiando. Poi si sarebbe avvicinata a uno dei due e lo avrebbe morso una prima volta a un polpaccio. «Io non ho visto quello che è successo - dice ancora Michela - ero poco lontana e stavo andando a riprenderla, richiamata dalle grida dell’uomo. Poi ho sentito quei due colpi». Hollie è morta dopo mezz’ora di agonia tra le braccia di Sergio che ha un ristorante sul porto e che è arrivato immediatamente insieme alla veterinaria per tentare di salvare la vita alla cagnolina. Ha sofferto tantissimo, Hollie: dopo il primo sparo ha cominciato a guaire senza sosta. "Il dolore provato da Hollie è stato grandissimo - dice Michela - e so che ha avuto anche tantissima paura: se stappavamo una bottiglia di spumante, quando saltava il tappo Hollie andava a nascondersi. Non voglio pensare cosa abbia provato quando ha sentito il primo sparo". Al dolore, alla disperazione, si aggiungono ora anche tutti gli adempimenti burocratici che devono essere fatti. Il corpo della cagnolina è conservato in una cella frigorifera all’istituto zooprofilattico mentre la testa è stata inviata a Roma per stabilire se Hollie avesse la rabbia. Il risultato ancora non c’è. Intanto, sono partite le querele: i proprietari di Hollie hanno denunciato il carabiniere per uccisione di animali, attraverso l’avvocato Riccardo Lottini, mentre il carabiniere, si è affidato all’avvocato Mara Renzetti e ha sporto querela per lesioni colpose. Oggi però, per i padroni di Hollie, è il giorno del dolore. All’indagine dei carabinieri ci penserà il sostituto procuratore Giampaolo Melchionna che sta coordinando il lavoro dei militari. "Quello che vorrei - chiude Michela - oltre all'accertamento dei fatti, è che non succeda mai più un fatto così gravi. Che mai nessun altro cane debba soffrire un dolore e uno strazio così grande".