«Geotermia, centrali inquinano e non meritano gli incentivi»

Appello di Italia Nostra, Forum Ambientalista e Rete NoGesi al ministro Costa «Emissioni climalteranti come negli impianti a carbone. Preoccupa la mortalità»



«Le centrali geotermiche dell’Amiata inquinano come le centrali a carbone, alterano il clima e sono probabile causa di tumori nella popolazione. Non vanno più dati loro i contributi pubblici».


Il messaggio per il ministro dell’ambiente Sergio Costa arriva forte e chiaro. Lo spediscono da un’affollata conferenza stampa in Consiglio regionale a Firenze Italia Nostra, Forum Ambientalista e Rete NoGesi. Che dicono che le centrali geotermiche dell’Amiata inquinano come le centrali a carbone, non possono essere considerate impianti a energia rinnovabile, quindi il governo non deve più finanziarle con le bollette dei cittadini.

Le associazioni ambientaliste intervengono sul tema della geotermia proprio mentre il governo Conte sta elaborando il decreto Fer 2. Tre giorni fa, rispondendo a un’interrogazione dei deputati toscani Susanna Cenni, Stefano Ceccanti, Lucia Ciampi e Martina Nardi (tutti del Pd), il ministero dello Sviluppo economico ha assicurato che «il decreto Fer 2 recherà incentivazione agli impianti geotermici sia a totale reiniezione dei fluidi sia con assetto tradizionale, ma opportunamente modificato per conseguire un sostanziale abbattimento delle emissioni dai nuovi impianti e da impianti esistenti oggetto di interventi di rifacimento». Tradotto: il governo darà i contributi pubblici solo agli impianti con reimmissione dei fluidi nel sottosuolo e agli impianti modificati in funzione anti-emissioni. Al fianco dei comitati i consiglieri regionali Giacomo Giannarelli (M5S) e Tommaso Fattori (Sì Toscana a sinistra): «Gli incentivi devono finanziare solo la realizzazione di impianti a emissioni zero e la riconversione di quelli di vecchia generazione. Faremo pressione sul governo perché il decreto vada in questa direzione». L’approvazione del Fer 2 è prevista entro fine anno.

Intanto gli ambientalisti danno le cifre. «Le emissioni della geotermia dell’Amiata alterano notevolmente il clima di tutta la Toscana. Rappresentano il 27,7% di tutte le emissioni di anidride carbonica della Toscana. Sono il 17,7% per l’ammoniaca, quella che poi va a formare le polveri sottili portate dai venti a Firenze. E il 42,5% per il mercurio», dice Velio Arezzini della Rete NoGesi citando i dati dell’Inventario regionale delle sorgenti di emissioni in atmosfera (anno 2010). E ancora. «Nelle aree dell’Amiata dove ci sono le centrali geotermiche la mortalità maschile è del 13% superiore alle aree dove gli impianti non ci sono. A Piancastagnaio, Arcidosso e Abbadia San Salvatore i tumori sono del 30% in più. Hanno detto che non c’è una correlazione diretta, però c’è un campanello di allarme», continua Arezzini riprendendo uno studio del Cnr di Pisa – Fondazione Monasterio (sempre 2010). Ci va giù ancora più pesante Mariarita Signorini, presidente nazionale di Italia Nostra: «Proprio ieri (mercoledì) ho firmato i motivi aggiunti per il ricorso al Presidente della Repubblica per Poggio Montone (Castel del Piano), che è una centrale di 5 Megawatt prevista da Sorgenia».

L’assessora regionale all’ambiente Federica Fratoni risponde a stretto giro: «L’aver proposto ricorso contro una centrale di media entalpia che prevede la totale reiniezione del fluido e zero emissioni è la dimostrazione di quanto la posizione dei comitati sia puramente ideologica e priva di qualsiasi valutazione di merito rispetto ai profili di impatto ambientale e di tutela della salute». —