E78 Grosseto-Fano:  slitta al 2020 la gara per rifare la galleria. «Errori concettuali»

A sinistra la nuova e a destra la vecchia galleria di Casal di Pari sulla E78 Grosseto-Siena

A 18 anni dall’inizio dei lavori per raddoppiare la Due Mari il completamento si allontana per un intoppo a Casal di Pari

CASAL DI PARI. Sono passati diciotto anni da quando, nel 2001, la E78 Grosseto-Fano, la strada che dovrebbe collegare a quattro corsie il Tirreno con l’Adriatico, la Due Mari appunto, venne inserita tra le opere prioritarie dalla Legge Obiettivo per essere finanziata e “rapidamente” realizzata.

Dopo i primi cinquanta chilometri aperti al traffico tra il 2006 e il 2018, non è stata ancora completata nel tratto tra Civitella Marittima e Siena. Restano circa quattordici chilometri a due corsie: il lotto 4 fino a Lampugnano, la galleria di Casal di Pari, il lotto 9 tra il viadotto delle Potatine e Orgia, in provincia di Siena. Tre imbuti nei quali, durante i periodi di maggior traffico, le auto si incolonnano e si imbottigliano.



Un incubo in estate per i turisti, tutto l’anno per i pendolari che quotidianamente percorrono la Grosseto-Siena. Come Stefano Vannuzzi, un lettore del Tirreno che ha scritto una mail alla redazione sollecitando il giornale a tornare su questo tema spinoso.

Purtroppo non ci sono buone notizie per chi come lui spererebbe nel raddoppio dei due lotti rimanenti e sopratutto nella rapida riapertura della galleria di Casal di Pari, chiusa dall’estate del 2015, quando vennero giù alcuni pezzi di intonaco che costrinsero l’Anas a deviare il traffico sulle colline.

L’iter dell’intervento alcuni mesi fa sembrava essere a buon punto, con la previsione di andare in appalto nel corso del 2019. E invece, anche se la progettazione esecutiva si sta avviando alla fase finale, i tempi della gara sono slittati al primo semestre del 2020.

Con queste previsioni, anche se dall’Anas non si sbilanciano, è ipotizzabile che i lavori non vengano affidati prima della fine del 2020, per cui c’è da aspettare il primo semestre del 2021 per vedere l’apertura del cantiere.

Mettere in sicurezza e adeguare il vecchio tunnel, inaugurato nei primi anni Settanta, si annuncia, inoltre, piuttosto complesso. La maggior parte del rivestimento interno è già stata demolita, è vero, ma ci sono da fare tutte le opere di consolidamento e ricostruzione, oltre a realizzare gli impianti tecnologici, come il sistema antincendio, le vie di fuga, l’illuminazione, per renderla in tutto e per tutto simile alla galleria “gemella” dove attualmente il traffico scorre a doppio senso di marcia. Insomma se tutto va bene, per vedere il tunnel rimesso a nuovo e aperto al passaggio delle auto è verosimile ipotizzare il primo semestre del 2022. Un tempo biblico per chi in queste zone vive e lavora, spostandosi di continuo su questa arteria “a singhiozzo”, che qualcuno ha definito scherzosamente “la fabbrica di San Pietro” o, più pessimisticamente “l’incompiuta”.

Certo è che venti anni per raddoppiare 75 chilometri, tanti sono quelli che separano Grosseto da Siena (senza considerare il resto del tratto in direzione Arezzo, fino alle Marche), sono un’eternità.

«Ci sono stati almeno due errori concettuali, in particolare sul tratto tra Lampugnano e il viadotto di Petriolo, che non avrebbero dovuto esserci e che hanno fatto perdere del tempo prezioso», dice non senza una punta di rammarico la sindaca di Civitella Paganico, Alessandra Biondi, sul cui territorio si trovano i cantieri più complessi. «Uno riguarda la caratterizzazione del terreno nell’area dello svincolo di Casal di Pari. L’altro è ancora più grave, perché è stato del tutto sottovalutato il fatto che la galleria risalisse agli anni Settanta. Come si può non tenere conto di questi aspetti nella progettazione di un’opera di queste dimensioni? Ci sarebbe da ridere, se non fosse che le conseguenze di questa “leggerezza”, ricadono sugli automobilisti e gli abitanti di Pari, che ogni giorno percorrono questo tratto di strada».

Nei mesi scorsi anche la Regione, per voce dell’assessore regionale a Infrastrutture e Mobilità, Vincenzo Ceccarelli, le associazioni di categoria, Cna Tocana Sud in testa, le organizzazioni sindacali hanno sollecitato l’impegno dell’Anas e del Governo affinché quest’opera venga portata a compimento nel più breve tempo possibile. Ma, ad oggi, l’unica buona notizia è arrivata dal Comitato interministeriale per la programmazione economica (Cipe), che ha approvato, ormai più di due mesi fa, il progetto per il lotto 9 – 12 chilometri e 162 milioni di euro di investimento – su cui sono in corso le indagini geognostiche. Ma anche in questo caso non si parla di andare a gara prima del 2020. —
 

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