Un progetto a impatto sociale Battesimo per “Luci nel Parco”

L’ex colonia diventa ristorante bio e torna a creare redditi e posti di lavoro Spazi per l’attività musicale in cambio di lezioni per imparare a suonare strumenti 



La colonia per gli orfani dei contadini che diventa ristorante bio e polo di aggregazione. Un immobile non utilizzato che torna a creare reddito e posti di lavoro, finanziato in modo innovativo e partecipato dalla comunità. Questo progetto, a impatto sociale, si chiama “Luci nel Parco” e verrà realizzato a Rispescia.


Lo hanno presentato una coralità di soggetti, tra cui Fondazione Etica, Caritas, Regione Toscana, Confindustria Toscana Sud e Tv9. Nel 2018 la Regione Toscana aveva messo a bando pubblico la concessione di un fabbricato in disuso, alle porte del Parco della Maremma. Nell’ottobre dello stesso anno è risultato aggiudicatario il comitato “Innovazione a impatto sociale”, poi confluito nell’associazione Luci. Luci è l’acronimo di Luoghi comuni a impatto. Si tratta di un’associazione di promozione sociale nata un anno fa. È presieduta da don Enzo Capitani, direttore della Caritas Diocesana, oltre che promotore di numerose iniziative a carattere sociale a Grosseto e non solo. Il consiglio direttivo comprende la vice-presidente Giovanna Ciniero e la consigliera Caterina Mangia. Oltre ai soci promotori, hanno aderito all’iniziativa di Luci, tra gli altri, il deputato Gregorio Gitti e Luigi Mansi, per Nuova Solmine. Istituzioni, associazioni di categoria, aziende, no-profit e organismi di ricerca, sono quindi i protagonisti di un programma ispirato dalla recente riforma del terzo settore.

«Rispondere con strumenti innovativi ai crescenti bisogni sociali e alle criticità derivanti dalla crisi economica e dalla progressiva carenza di risorse pubbliche – ha spiegato don Enzo, direttore di Caritas e presidente dell’aps Luci – è il nostro scopo. Insieme a diversi soggetti abbiamo previsto la rigenerazione di un immobile pubblico in disuso, che verrà finanziata in un modo nuovo, sperimentale. Insomma, non si tratta dell’ennesimo bel progettino sociale, ma di un modello nuovo di fare politiche sociali, in cui la Maremma stavolta è laboratorio e capofila».

L’attività principale a cui il progetto darà vita è quella di ristorazione sostenibile, insistendo l’immobile su terreni dell’azienda agricola regionale. Il bio-local sarà gestito da una cooperativa sociale che offrirà lavoro a soggetti “in difficoltà” e dovrà, nel tempo, generare reddito: una piccola percentuale di questo andrà ad alimentare un fondo dedicato a futuri progetti a impatto. «Il principio ispiratore – conferma Paola Caporossi di Fondazione Etica - è che chi ha ricevuto, a sua volta dona e investe nella comunità».

La seconda attività è quella musicale: giovani - ma non solo - avranno a disposizioni locali attrezzati per prove musicali e potranno esibirsi la sera nell’area spettacoli del bio-local. «In cambio – continua la Caporossi- si impegnano a insegnare uno strumento musicale a quanti non possono permettersi il costo di un corso di musica».

Una banca radicata sul territorio, Monte dei Paschi di Siena, ha deciso di intervenire come partner privato, con una modalità innovativa di finanziare le attività sociali: «Si tratta di un certificato di deposito – spiega Bugli – il cui sottoscrittore riceverà una cedola semestrale, una percentuale della quale verrà devoluta a titolo di liberalità al progetto Luci, ricevendo un beneficio fiscale». —