Altra rara tartaruga (femmina e adulta) trovata al largo nella zona del nido

Terzo esemplare di Chelonia mydas in 15 giorni. Era morta ma la sua presenza apre interessanti interrogativi

MARINA DI GROSSETO. Mentre sulla spiaggia si attende con impazienza la schiusa delle uova, al largo un esemplare adulto di una specie molto rara nelle nostre acque viene ritrovato morto, impigliato nelle reti da pesca. Un fine settimana dolce amaro per le tartarughe marine in Maremma. Che restituisce, tuttavia, dati interessanti per i biologi. Con risvolti che potrebbero rivelarsi eccezionali, benché fortemente improbabili.



Ieri mattina un esemplare adulto di Chelonia mydas, o tartaruga verde, è stato trovato nelle reti da posta di un pescatore di Marina di Grosseto. «È lo stesso pescatore che aveva trovato, sempre nelle sue reti, nello stesso punto davanti a Marina di Grosseto, un altro esemplare di questa specie giorni fa, che abbiamo chiamato Nausicaa – spiega la biologa Luana Papetti, responsabile dell’associazione TartAmare –. Mi ha chiamata dicendomi che la tartaruga sembrava già morta. E infatti quando sono arrivata era già rigida».

Il ritrovamento di sabato ha almeno due aspetti interessanti. «La Chelonia mydas – spiega Papetti – è una specie che si trova ovunque, ma ha una spiccata preferenza per le zone tropicali. Quindi nel Mediterraneo c’è, ma si trova nel Mediterraneo sud orientale. E invece nel giro di quindici giorni ne abbiamo avute ben tre tra Marina di Grosseto e Rosignano. Io stessa, in dodici anni, avrò avuto oltre 150 tartarughe, ma tutte Caretta caretta. Di Chelonia mydas qua da noi non ne avevo mai viste».

Nausicaa era un esemplare giovane, di circa 30 centimetri. Al momento del ritrovamento nella rete da pesca, per fortuna era ancora vivo. E dopo essere stato curato da TartAmare è stato liberato venerdì alla Marze, vicino al nido di tartarughe che dal 29 agosto TartAmare sta presidiando in attesa della schiusa delle uova.



Un’altra tartaruga Chelonia mydias è stata trovata – morta – sempre nei giorni scorsi a Rosignano.

Ma la tartaruga rinvenuta ieri, oltre ad essere rara per le nostre latitudini, fornisce anche altre dettagli interessanti.

«Finora le Chelonia mydias rinvenute erano state tutte esemplari giovani – spiega la dottoressa Papetti –. Nausicaa ad esempio era sicuramente un giovane maschio». La tartaruga trovata sabato, invece, è una femmina adulta di ben 65 centimetri di carapace. E questo rappresenta un’ulteriore peculiarità. «La fase del ciclo vitale di una tartaruga marina – dice Papetti – prevede infatti che fino al 15 agosto vengano deposte le uova. E questa specie nidifica più a sud».


Che ci fa, insomma, una femmina da queste parti, per di più proprio davanti a un nido di tartarughe? E se quel nido fosse proprio il suo? Se all’eccezionalità della sua presenza nel Tirreno si aggiungesse il record di una nidificazione sulle spiagge maremmane?

«Be’, il nido che abbiamo trovato alle Marze è sicuramente di Caretta caretta – dice prudentemente Papetti –. Se fosse di Chelonia mydias sarebbe davvero una rivoluzione, e non so quanto positiva. Questa specie nidifica in Libia, a Cipro e in casi occasionali a Creta. Insomma, significherebbe una tropicalizzazione del Mediterraneo. Tuttavia, se finora non ci saremmo mai immaginati di andare a controllare la specie delle tartarughine appena nate, che in questo caso saranno dei maschi per via della temperatura della sabbia, stavolta ci faremo attenzione».

Intanto, come spiega l’Arpat che ha divulgato la notizia del ritrovamento sul proprio sito, TartAmare ha consegnato la tartaruga all’Università di Siena che la analizzerà con l’Istituto zooprofilattico di Pisa (saranno eseguite indagini genetiche) per l’Osservatorio Toscano per la Biodiversità della Regione Toscana. —