Tutti in attesa dei tartarughini Un incontro per saperne di più

In sala consiliare Arpat e TartAmare illustrano la gestione del nido alle Marze La biologa: «La temperatura della sabbia dice che nasceranno dei maschietti» 



«Grosseto ha trovato un tesoro». È il messaggio con cui Arpat lancia l’evento che si terrà oggi, a Grosseto, nella sala del consiglio comunale. Il tesoro è il nido di tartarughe marine Caretta caretta sulla spiaggia delle Marze, a Marina di Grosseto, che proprio in questi giorni è monitorato 24 ore su 24 dai volontari dell’associazione TartAmare perché è attesa la schiusa delle uova che vi sono state deposte intorno a metà luglio.


Stamani alle 10,30, in sala consiliare, si terrà un momento di formazione e informazione sul nido, con interventi tecnici, tra cui quello di Cecilia Mancusi di Arpat, e un dibattito per chiarire tutti gli aspetti relativi alla gestione del nido stesso.

Da alcuni giorni TartAmare si è organizzata, con volontari che sono arrivati anche da fuori provincia, per tenere sotto controllo giorno e notte il nido delle Marze. Un presidio che TartAmare ha organizzato, coadiuvata dai volontari di Wwf, Sea Shepherd e Legambiente, in prossimità del nido di Caretta caretta rinvenuto da TartAmare il 19 luglio scorso e prossimo alla schiusa.

E non c’è solo il nido di Marina. Una volta che sarà avvenuta la schiusa, come già avvenuto per il nido di San Vincenzo dove sono nati 88 tartarughini, TartAmare dovrà dedicarsi al monitoraggio H24 del nido di Riva del Sole.

«Appena finito qui, sperando che tutto vada bene – dice la responsabile di TartAmare, la biologa Luana Papetti – dovremo spostare le tende qualche chilometro più in là, perché prestissimo è prevista la schiusa di Riva del Sole».

Avrebbe dovuto avvenire a distanza di un paio di settimane, così come era avvenuta la deposizione delle uova, ma il tempo di gestazione varia a seconda delle temperature e, a quanto pare, la spiaggia delle Marze è più fredda di quella di Riva del Sole.

«Il fatto strano da un punto di vista scientifico e che stiamo monitorando – spiega ancora Papetti – è che, a distanza di pochi chilometri, le temperature delle sabbie sono molto diverse: a Riva del Sole la temperatura della sabbia è, in media, circa un grado e mezzo superiore a quella di Marina di Grosseto e questo significa che a Riva del Sole il periodo di incubazione è più breve e le due schiuse saranno ravvicinate».

Una particolarità sul sesso dei nascituri. «Le temperature delle spiagge della provincia di Grosseto, rispetto a quelle dei nidi di San Vincenzo e di Cecina – dice Papetti – sono più basse e questo significa che contribuiremo con la nascita di tartarughini maschi».

Una punta di rammarico, poi, da parte di TartAmare, per quanto riguarda la vicenda del nido di Cecina. Sabato scorso, dopo 76 giorni dalla deposizione senza che vi fossero segni di schiusa, è stata decisa l’apertura del nido che TartAmare aveva rinvenuto il 25 giugno. Un nido che era stato fatto dalla Caretta caretta ad appena 13 metri dal mare e che il 27 luglio aveva subito un’inondazione a seguito di una mareggiata. Temendo che si ripetesse questa evenienza, gli esperti di TartAmare avevano proposto di spostarlo, ma non è stato possibile. All’apertura, sono state rinvenute 112 uova intere, ma nessuna era schiusa. «Sono in corso indagini scientifiche – spiega Luana Papetti – per capire se si siano formati gli embrioni e a che punto sia stata interrotta l’incubazione». —