Confartigianato dona il defibrillatore: "Entusiasta di contribuire alla campagna Mare Amore Mio"

Il presidente Gianni Lamioni è da sempre un sostenitore della qualità dell’accoglienza e della promozione. E sul brand Maremma ha un’idea 

GROSSETO. Accoglienza, simpatia, ospitalità, rispetto dell’ambiente e attenzione a ridurre lo spreco delle risorse naturali. Ecco la ricetta del gioco “Mare amore mio”, lanciato dal Tirreno per l’estate 2019, che premia i bagni del litorale più votati dai clienti. Un modo per restituire a chi lavora nel turismo e nell’accoglienza il dovuto riconoscimento da cittadini, turisti e territorio, anche in denaro, visto che i vincitori si spartiranno un montepremi di 6mila euro. L’iniziativa, dopo aver raccolto l’adesione di Unicoop Tirreno, Tiemme, Banca Tema, Rosati Carta e Acquedotto del Fiora, ha ottenuto il supporto di Confartigianato.



È proprio l’associazione degli artigiani, infatti, a regalare il defibrillatore messo in palio per l’ultima tappa prima della fine della gara – fissata al 24 agosto – e vinta dal Moby Dick.

«Ho accolto subito con grande entusiasmo la possibilità di dare un contributo a questa iniziativa del Tirreno – spiega il presidente di Confartigianato Gianni Lamioni – e ho immaginato che l’associazione potesse fare qualcosa in direzione della sicurezza e della salute. Da qui l’idea di acquistare e mettere a disposizione un defibrillatore, da far installare nella struttura balneare della costa maremmana. Credo che la rappresentanza economica debba stare anche su queste partite, che vanno fuori dal core business delle associazioni, ma che hanno una grande utilità e valenza sociale».

Ecco allora l’idea di aggiungere uno di questi nuovi apparecchi salvavita, che nell’emergenza, se correttamente impiegati da persone formate per il loro uso, possono fare la differenza tra la vita e la morte.

Non a caso anche l’Azienda sanitaria locale aveva investito a suo tempo nella rete “città cardioprotette” per installare defibrillatori nei luoghi pubblici in accordo con i Comuni e con il volontariato.

«Le associazioni di categoria – aggiunge Lamioni – oggi sono rappresentanze di tutto il corpo sociale, con una valenza anche politica e culturale, per cui sono chiamate a svolgere compiti diversi da quelli del passato. È giusto, quindi, che si confrontino anche in campi tradizionalmente delegati ad altri soggetti, e che invece le riguardano da vicino. Ecco quindi interventi a favore dell’accoglienza e della sicurezza, dei cittadini e dei turisti, cui, come Confartigianato, siamo ben felici di dare un contributo. Già in precedenza avevamo aderito ai progetti di salvaguardia della salute che ci erano stati presentati dai medici dell’Asl. Insomma, se vogliamo essere rappresentativi di un territorio dobbiamo esserci in tutti gli aspetti. È un segnale forte».

Lamioni del resto è, da sempre, un convinto assertore della necessità di sostenere la qualità del territorio, a partire da una nuova cultura dell’accoglienza e dalla promozione del brand Maremma. E proprio su questo non risparmia un appunto sulla necessità di migliorare il livello imprenditoriale delle attività che operano nel turismo, anche con sistemi che obblighino a fornire determinati servizi. «Per intenderci – conclude – dobbiamo impostare un disciplinare che costringa letteralmente gli operatori ad osservarlo in termini di prodotti, prezzi, qualità. E chi non lo fa non può stare nel brand Maremma. È una strada lunga, ma gli strumenti ci sono e metterli in atto non è più procastinabile». —
 

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