Belagaio: «Quel taglio non aveva il via libera»

Per gli ecologisti del Gig l’intervento boschivo non godeva di autorizzazione paesaggistica. Unione dei Comuni nel mirino



«I tagli boschivi nella riserva naturale del Farma non hanno autorizzazione paesaggistica». Lo mette nero su bianco l’associazione ecologista Gig (Gruppo di intervento giuridico onlus), che negli ultimi 25 anni ha intentato in tutta Italia centinaia di azioni legali e iniziative a favore del patrimonio ambientale. Nel mirino ci finisce l’Unione dei Comuni montani delle Colline Metallifere.


«Nei giorni scorsi – scrive il presidente del Gig, Stefano Deliperi – abbiamo ricevuto risposta a una specifica istanza di accesso civico a atti e informazioni inerenti l’intervento di taglio boschivo ceduo e fustaia di conifere per un’estensione di circa 30 ettari, in località Poggio Volpaio – Belagaio, nel comune di Roccastrada. Ebbene, il taglio boschivo, effettuato a partire da marzo di quest’anno, risulta munito di una dichiarazione di taglio, uno stringato parere positivo condizionato in coda alla procedura di valutazione di incidenza ambientale sul piano di gestione forestale 2008-2022 della Regione Toscana, il parere specialistico sugli aspetti naturalistici e uno studio propedeutico alla valutazione d’incidenza ecologica del Piano di gestione della foresta regionale del Belagaio, predisposto dalla società Dream Italia ai fini della procedura di valutazione di incidenza ambientale. Non risulta, però, l’esistenza della necessaria autorizzazione paesaggistica, necessaria in quanto l’area è tutelata con vincolo paesaggistico».

In località Poggio Volpaio – Belagaio il bosco, per esplicita indicazione contenuta nella dichiarazione di taglio, è composto da fustaia di pino marittimo, leccio, orniello, quercia da sughero, sclerofille e sporadiche latifoglie di età superiore ai 50 anni. Il taglio ha riguardato la fustaia e un’altra parte di bosco e il legname è stato rimosso con un trattore gommato, carrello e pinza forestale. Secondo il Gig, questo taglio boschivo è stato determinato da ragioni economiche, ma soprattutto sarebbe illegittimo, «dal momento che nel periodo primaverile e estivo sono vietati tutti gli interventi che possano disturbare la riproduzione dell’avifauna selvatica. Deliperi cita direttive comunitarie e leggi italiane. E non finisce qui.

Sempre a tutela della Val di Farma, le associazioni ecologiste Gruppo d’intervento giuridico onlus (Gig) e il Gruppo unitario per le foreste italiane (Gufi) hanno presentato di recente una nuova istanza di accesso agli atti per il taglio di bosco a alto fusto (ontani, cerri e Noccioli) lungo le sponde del torrente Farma, vicino alla diga della medievale ferriera di Rota, nel comune di Monticiano. Anche in questo caso si profilano dubbi sul modo di operare. «Sul metodo toscano di tutela dei boschi rientranti in aree naturali protette comunitarie – conclude il Gig – coinvolgeremo i ministeri dell’ambiente e per i beni e le attività culturali, la Regione Toscana, la soprintendenza per archeologia e le procure della Repubblica di Grosseto e di Siena, perché questo è un modo di operare deleterio per i boschi, l’equilibrio idrogeologico e la fauna selvatica». –