Francesca e Robbie sposi in Maremma e Poggio Cavallo si veste di Scozia

Foto Barbarossa studio e Cecilia Luzzetti

Lei di famiglia grossetana, lui del Clan dei Somerville. Nozze da "fiaba" nella tenuta a due passi dall’Ombrone

Quando si dice che la Maremma è "altare" perfetto per matrimoni da sogno, non si esagera. La settimana scorsa la bellezza di Poggio Cavallo, a due passi da Grosseto, ne ha ospitato uno davvero speciale. Lo racconta ai lettori del Tirreno un invitato grossetano, l’avvocato Giovanni Gori.

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Quello che vedete nelle fotografie non è un set cinematografico, né una festa a tema: sono proprio i rappresentanti dei clan scozzesi dei Somerville, Dunlop, McKenzie, Smith, Graham, McDonald, Baxter e Currie che, in una sera di inizio estate, sono confluiti sotto le stelle maremmane nella splendida cornice della Tenuta di Poggio Cavallo, invasa per l’occasione da tartan, kilt e cornamuse, per accompagnare fino a tarda notte gli sposi in un tripudio di colori, suoni, canti, balli... e ottimo cibo e vino italiano.

La giovane coppia ha tanti amici: hanno brindato al loro futuro ben 113 invitati, due terzi dei quali di puro sangue scozzese. Il legame con la maremma è Francesca Corti Orkisz, nipote di Pio Corti, generale dell’Esercito che ci ha lasciato da poco, conosciutissimo in città anche per essere stato l’anima della Filarmonica. La mamma Simonetta è funzionaria del Consolato a Edimburgo, dove nasce Francesca da babbo, scozzese di origini polacche.

Nonostante siano entrambi under 30, il curriculum dei giovani sposi è di tutto rispetto. Francesca frequenta l’Università di Glasgow dove studia teatro e consegue un master in management creativa. Dopo l’università lavora per l’Edinburgh Festival per poi occuparsi di marketing per uno studio legale londinese dove Cupido, con le sue frecce, decide il loro destino. Robbie fa parte del Clan dei Somerville, il cui stemma di famiglia è un drago e il cui motto è Fear God In Life. Cresciuto a Helensburgh, cittadina che ha dato i natali all’inventore della televisione, anche lui studia a Glasgow, ma il destino non li fa conoscere lì. Laureatosi in giurisprudenza, si trasferisce a Londra dove inizia a lavorare nella city per Burness Paull, studio legale d’affari dove conosce Francesca, manager di un’agenzia creativa pubblicitaria.

Ed è stata proprio l’esplosiva creatività di Francesca a fare il resto. Calatasi nelle vesti di wedding planner, ha preso per mano e per il cuore Robbie e già la scorsa estate si è messa alla ricerca della location perfetta: dopo Punta Ala, l’Argentario e altre fattorie la scelta è caduta sulle sponde dell’Ombrone, alle fresche brezze di Poggio Cavallo.

I giochi erano ormai fatti: il brumoso inverno oltre Manica ha creato le condizioni ideali per organizzare voli, trasferimenti, ospitalità e tour turistici per i 77 giovani amici scozzesi, ma anche per i 35 ospiti italiani. Il rito ufficiale, privatissimo, è stato officiato la mattina in Municipio, ma la vera unione spirituale è stata celebrata a Poggio Cavallo, il pomeriggio, da Ellen Arosio, nata a Milano, cresciuta a Edinburgo e amica del cuore della sposa, accompagnata nella funzione da 6 damigelle che la wedding planner ha voluto vestite di verde petrolio. Secondo la tradizione scozzese il rito è proseguito con letture di brani di prosa, con le melodie della chitarra di Alison Roy e, dopo l’immancabile aperitivo, complice la luce radente del tramonto, con le testimonianze orali degli amici e parenti più cari. Bandite bomboniere e confetti, gli ospiti italiani hanno trovato come segnaposto una ampolla di Glenfiddich, mentre gli scozzesi hanno fatto la conoscenza con il limoncelllo.

Che i sovranisti non si allarmino, la cena ha ristabilito il primato italiano, anzi maremmano: bagnato da un ottimo bianco e rosso della fattoria, il menù, apprezzatissimo, è stato a base di fritti misti all’italiana, crostini, tortelli e maialino arrosto.

Giovanni Gori