Dopo 25 anni la Chelliana torna in centro: "Saremo protagonisti di un polo culturale"

Il 27 giugno l’inaugurazione dei nuovi, storici spazi al pian terreno. La soddisfazione della direttrice Anna Bonelli 

GROSSETO. La biblioteca torna in centro. Da giovedì 27 giugno 2019 la storica Chelliana sarà di nuovo, dopo venticinque anni, disponibile a Palazzo Mensini, nel cuore del centro storico, nella sua sede originaria.

Va in porto dunque un progetto che attraversa due amministrazioni. Era il 20 dicembre 2014 quando l’allora sindaco Emilio Bonifazi annunciò la volontà del Comune di riportare la biblioteca Chelliana in via Mazzini 36, rispondendo alle sollecitazioni arrivate da buona parte della città, e riavviando i lavori di sistemazione del palazzo che si erano interrotti nel 2011. La nuova amministrazione Vivarelli Colonna ha raccolto il testimone e ha portato a termine l’intervento al primo piano, consentendo il rientro della biblioteca.



«Questo trasferimento – commenta Luca Agresti, assessore alla cultura – è il risultato dell’efficace lavoro di una squadra a cui orgogliosamente appartengo. Da assessore mi preme sottolineare che noi investiamo sulla cultura, un motore essenziale per la città di Grosseto e ci picchiamo di fare della cultura un’autorevole leva di sviluppo per la città».

La filosofia e le motivazioni che hanno spinto alla realizzazione di questo trasferimento, le spiega la direttrice della Chelliana, Anna Bonelli.

«Grosseto aspettava il ritorno della Chelliana in via Mazzini, da 25 anni – dice Bonelli – Infatti, quando cinque lustri fa fu trasferita da via Mazzini, sarebbe dovuta restare in piazza Cavalieri per soli due anni. Ma così non è stato. Siamo felici di tornare di nuovo “in centro”, a far parte di un polo culturale di cui sarà una delle protagoniste, all’interno di uno spazio fisico e ideale a cui appartengono le Clarisse, l’Università, il museo. Ci ha guidato nell’operazione la voglia di dare linfa e forza a un centro storico che rischia l’impoverimento, a causa anche del trend che spinge la gente verso le periferie, dove fanno da calamita i centri commerciali, sguarnendosi così il cuore stesso cittadino».

La biblioteca Chelliana, nata nel 1860 per volontà del canonico Giovanni Chelli, per adesso ha trovato i suoi spazi al piano terra di palazzo Mensini, ma la missione è occupare tutti i piani dell’edificio. Sono ben 2mila metri quadrati, su cui il Comune ha impegnato 2 milioni di euro.

«Una grande operazione culturale – commenta la direttrice della Chelliana – . Abbiamo per adesso completato i lavori del piano terra, compresi arredi, scaffali, sedute, tavoli e quant’altro occorreva, come d’altra parte il comune aveva promesso di fare durante la campagna elettorale 2016. Il trasloco e la sistemazione dei libri sono stati perfetti, vista la preparazione specifica della squadra di cui ci siamo avvalsi. Un delicato lavoro che ha interessato anche il deposito del Foro Boario, pure questo completamente risistemato e in cui manca soltanto la catalogazione dei libri antichi che andremo ad effettuare pian piano. Abbiamo dunque, in tutto, già sistemato 150mila volumi e introdotto delle novità, come le tavolette per prestiti anche di 10 pezzi; oppure il dispositivo per l’autoprestito e per l’antitaccheggio».

Un grande lavoro, che fa della Chelliana, fra l’altro, anche una biblioteca multimediale di cultura e informazione generale, indirizzata non solo al pubblico specializzato degli studiosi, ma anche a coloro che amano coltivare il piacere di leggere, di informarsi, di ascoltare e di vedere.

«La nostra biblioteca – dice la direttrice Bonelli – privilegia la documentazione della contemporaneità e della multiculturalità, con attenzione specifica alla realtà maremmana di cui possiede uno specifico fondo. Come possiede fondi importanti di film e documentari e letteratura per ragazzi. Va detto anche che il deposito decentrato del Foro Boario dove si conservano le vecchie collezioni di libri, resterà sempre in essere e lì attingeremo per rispondere alle domande dei tanti che chiedono di consultare o avere in prestito quei materiali».

Il deposito del Foro Boario, dunque, rimarrà uno dei polmoni operativi della biblioteca «anche quando, crediamo fra tre anni, la biblioteca si sarà spalmata in tutti i piani di palazzo Mensini», conclude la direttrice. —




 

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