Affitti estivi, si cambia: scattano nuovi obblighi per chi ospita i vacanzieri

La spiaggia affollata di Marina di Grosseto

Seconde case, miniappartamenti, dependance in riva al mare: il nuovo Testo unico per il turismo della Regione Toscana punta a regolamentare anche il settore delle locazioni brevi. Chi non lo rispetta rischia pesanti sanzioni. All'attacco Fiaip e Confedilizia

GROSSETO. La nuova legge regionale sul sistema turistico ha ridisegnato il sistema ricettivo toscano sia sul fronte del pubblico che su quello del privato. La legge – che è la n.86 del 20 dicembre 2016, la cui operatività è stata completata nel 2018 con l’adozione di un regolamento di attuazione (Dpgr 47/R/2018 del 7 agosto 2018) – ridisegna la governance del settore, incentrata sui Comuni, dopo lo scioglimento, nel 2010, delle Aziende di promozione turistica (Apt) e la cessazione delle competenze in materia da parte delle Province; divide poi la Toscana in ambiti turistici di destinazione: per la provincia di Grosseto ne sono stati individuati tre, l'Amiata, la Maremma Toscana Area Nord, la Maremma Toscana Area Sud, mentre l'Isola del Giglio rientra nell'ambito Elba e Isole di Toscana; introduce il cosiddetto prodotto turistico omogeneo (cioè un insieme di beni e servizi di un territorio che contribuiscono a creare un’offerta-bouquet in grado di rispondere alla domanda di specifici segmenti di turisti, la via Francigena, per esempio, è un prodotto turistico omogeneo); ancora, battezza nuove forme di strutture ricettive come i condhotel e i marina resort; distingue, nero su bianco, tra affittacamere e B&B.

Ma l’articolo della legge che ha fatto più discutere è senza dubbio il n.70, quello dedicato alle locazioni turistiche, i cui nuovi obblighi ricadono su migliaia di maremmani che durante l’estate affittano la seconda casa per brevi periodi: da Principina a Mare a Follonica, da Capalbio a Castiglione della Pescaia.

LA NUOVA LEGGE

La nuova legge toscana - "Testo unico del sistema turistico regionale" -  regolamenta anche le cosiddette locazioni turistiche, cioè l'affitto di abitazioni civili a vacanzieri, il cui unico vincolo è quello di non offrire servizi turistici tipici delle strutture ricettive (cambio delle lenzuola, degli asciugamani, pulizia della camera, colazione...), secondo il principio per il quale chi entra nell’alloggio se lo gestisce. Fino ad ora per le locazioni brevi - sotto 30 giorni - non correva l’obbligo di registrazione del contratto di locazione, ma l'esplosione sul web di siti specializzati dai quali il privato può proporre alloggi - la Regione stima che attualmente per la Toscana ci siano più di 60mila annunci online di case, appartamenti, depandance... disponibili - ha indotto la Regione Toscana a predisporre strumenti per "misurare" il fenomeno, che è da "grandi numeri"; una simulazione di Irpet ha rilevato che per 46 milioni e mezzo di presenze turistiche registrate in Toscana nel 2017 tra alberghi, agriturismi, B&B, campeggi...(cioè in tutte le strutture per cui corre l'obbligo di registrare arrivi e partenze) ce ne sono 48 milioni "passate" attraverso i cosiddetti affitti brevi.

GLI OBBLIGHI

Il dibattito che si è animato dall'entrata in vigore delle nuove norme (il 1° marzo 2019) scaturisce per lo più dagli obblighi che sono scattati per il privato che intende affittare alloggi a turisti per periodi brevi ma anche lunghi, sia mediante annunci online che in forma indiretta tramite un'agenzia immobiliare. Supponiamo che una famiglia voglia affittare a turisti, a luglio e per 15 giorni, una seconda casa che possiede a Marina di Grosseto. Innanzitutto, deve comunicare al comune di Grosseto che intende utilizzare quel bene immobile a fini di locazione turistica e lo deve fare entro 30 giorni dalla stipula del primo contratto di locazione; come? Telematicamente, utilizzando un format dal sito della Regione mediante il quale comunica le proprie informazioni anagrafiche e quelle catastali della struttura oltre a un indirizzo email a cui verrà inviato un codice identificativo dell'immobile; per i dati identificativi dell'alloggio viene per esempio richiesto di indicare il numero delle camere, dei posti letto, dei bagni completi, la presenza di un balcone o di un terrazzo, la tipologia di riscaldamento (a gas, elettrico, centralizzato, autonomo, con stufa...), le dotazioni della cucina (piano cottura, frigorifero, congelatore, forne elettrico, forno a gas, micronde...), e se l'alloggio è predisposto all'ospitalità di persone disabili (bagno, sedile doccia, montascale...); tale "griglia", piuttosto dettagliata, è uno degli elementi della legge che è entrato nel mirino dei detrattori della norma, anche se la Regione Toscana sta chiarendo quali sono i campi che il locatore deve obbligatoriamente riempire. Non finisce qui.

Chi affitta ha anche l'obbligo - che discende dal Decreto Sicurezza - di comunicare alla Questura i dati degli ospiti ma anche l'incombenza di aggiornare ogni mese il dato delle presenze (arrivi e partenze) - ai fini del rilevamento Istat - anche nel caso in cui non abbia ospitato nessuno.

LE SANZIONI

Per chi non rispetta gli obblighi scattano le sanzioni: da 250 fino a 1.500 euro per omessa o incompleta comunicazione al Comune e la competenza è della polizia municipale del Comune in cui è situato l'alloggio; da 50 a 300 euro se nel corso dell'anno solare per più di tre volte non vengono comunicati i dati aggiornati delle presenze (chi non ne ha avute, dovrà comunicare mensilmente che sono pari a zero) o vengono trasmessi in maniera imparziale o incompleta, e la vigilanza è di competenza del Comune capoluogo o della Città metropolitana. «L'obbligo di comunicazione al Comune – spiega l'assessore regionale al Turismo Stefano Ciuoffo – risponde alla necessità che le Amministrazioni hanno di avere un quadro conoscitivo del fenomeno delle locazioni turistiche, utile ai fini statistici, ma anche per poter meglio calibrare le politiche sul territorio. La necessità di stabilire una qualche regolazione delle locazioni turistiche è dovuta al fatto che il fenomeno ha assunto, negli ultimi anni, dimensioni inimmaginabili con le opportunità offerte dalle piattaforme telematiche. Ad oggi sono consultabili per la Toscana oltre 60mila annunci online che offrono locazioni turistiche in ogni zona. Il fenomeno è rilevante per le grandi città d'arte e la costa, ma oramai si è diffuso su tutto il territorio regionale. Ci siamo dotati di un sistema telematico con un punto di riferimento web semplice per tutti, il sito della Regione, in modo tale che ci sia la massima semplicità nella rintracciabilità del portale dove adempiere agli obblighi in comune accordo con tutti i comuni capoluogo e la città metropolitana di Firenze».

La Toscana è la prima Regione in Italia ad assegnare un codice identificativo per ogni locatore (e a aver predisposto un portale unico, da cui si accede dal sito web della Regione, per ottemperare ai nuovi obblighi)

GLI AGENTI IMMOBILIARI: «È UN'AGGRESSIONE»

All'indomani dell'entrata in vigore dei nuovi obblighi, Fiaip, la Federazione degli agenti immobiliari professionali, è entrata a gamba tesa nella questione. «Vogliono equiparare gli appartamenti in affitto agli alberghi - interviene Luca Vitale, presidente di Fiaip Grosseto -  ma non sono la stessa cosa». Gli agenti immobiliari accusano la Regione Toscana di caricarli di una mole di burocrazia «inutile» per tutti quei casi (e sono molti) in cui i privati si affidano agli agenti immobiliari per mettere a reddito la seconda casa o il miniappartamento in una località turistica.

Affitti estivi, si cambia: ma gli agenti immobiliari vogliono un dietrofront

La Fiaip parla di «aggressione» da parte della Regione. Solo tra Marina di Grosseto e Principina, le agenzie immobiliari hanno tra le mani un migliaio di appartamenti destinati ai turisti; ad essi si aggiungono quelli dei proprietari che gestiscono personalmente l'affitto del proprio alloggio: «Saranno un altro migliaio» dettaglia Vitale; e da Follonica a Capalbio sono altre migliaia le case che si destinano ai vacanzieri. «La Regione Toscana rischia di ingessare un settore di "piccola" economia - fa eco a Vitale Maurizio Biancotti, titolare di un'agenzia immobiliare di Marina di Grosseto - creando disparità tra la Toscana e le altre regioni italiane».

Confedilizia rincara la dose: «Tutta questa normativa – dice Lamberto Londini, presidente emerito di Confedelizia Grosseto  – lascia pensare che dietro ci sia la lobby degli albergatori che teme una concorrenza che non c’è».

LA REGIONE: «CHI È IN REGOLA DEVE STARE SERENO»

«Forse chi si sente infastidito dalle norme è chi non vuole emergere - replica Ciuoffo - Chi è in regola non deve temere alcunché - risponde l'assessore  a Fiaip e Confedilizia - E dovrà solo spendere qualche minuti in più per compilare un modulo. Le norme – spiega  – vogliono solo fare chiarezza e trasparenza su un fenomeno che sta diventando di primaria grandezza e per il quale è giusto tutelare il consumatore». Nulla di nuovo o strano, dunque, secondo Ciuoffo: e cioè al 1° marzo  anche i privati che affittano appartamenti devono comunicare ai fini statistici i dati degli alloggiati, come fanno gli alberghi da anni, e devono compilare una scheda con le caratteristiche dell'immobilie; esattamente quello che già fino ad adesso - spiega la Regione - si è fatto per le civili abitazioni che esercitano ricettività turistica come affittacamere, B&B o case vacanze.

Nel mirino di Fiaip e Confedilizia entra anche la "griglia", piuttosto dettagliata tanto da apparire quasi vessatoria, con cui si deve descrivere l'immobile offerto in affitto:  «I dati richiesti ai proprietari – chiarisce l'assessore - non servono per vessare chi trae un reddito da un immobile ma per rendere il mercato della locazione turistica extralberghiera trasparente e con tutele per chi affitta e per i consumatori». Negli intenti della Regione, la norma avrebbe un duplice obiettivo: da un lato monitorare un movimento turistico che oggi in parte sfugge alle statistiche ufficiali - e che sarebbe necessario invece quantificare per programmare politiche pubbliche -  dall'altro offrire al turista-consumatore una fotografia comparata delle caratteristiche di dove va a prendere alloggio, grazie a un database pubblico di tutti gli appartamenti affittati, con tutte le informazioni relative all'alloggio.

Ma non finisce qui: Fiaip Grosseto chiede alla Regione Toscana un passo indietro e ha inviato delle osservazioni sulla delibera n.1267 del 19 dicembre 2018 alla Regione stessa e per conoscenze al ministero dell'interno e  dell'economia e delle finanze, alla presidenza del Consiglio dei ministri e all'Autorità garante della concorrenza e del mercato con cui mette in evidenza «la disparità di trattamento tra le locazioni di alloggi abitativi con finalità turistiche disciplinate dalla legge nazionale e quelle regolate dalla normativa regionale»; Fiaip sistiene inoltre che, nonostante la revisione dell'articolo 70 (tra il 2016 e il 2018), permangano «sospetti di incostituzionalità» e di «non conformità con gli obblighi previsti dalle norme sulla privacy» in riferimento all'anagrafica del proprietario dell'immobile. 

Il documento finito nel mirino di Fiap