Abbattimento dei lupi Bulgarini ritira la mozione

Attaccato dagli animalisti per la proposta choc decide per il dietrofront La consigliera regionale M5s Galletti: «Uscita senza senso» 

MANCIANO

Roberto Bulgarini, il capogruppo di maggioranza della giunta di Manciano guidata dal sindaco Mirco Morini, ha ritirato la mozione per la “delupizzazione” del territorio mancianese. Lo ha annunciato lo stesso consigliere che ha scritto all’ufficio protocollo in modo che la sua mozione venisse ritirata con effetto immediato. Bulgarini nella mozione che voleva portare in consiglio comunale aveva chiesto un impegno dell’assise per «l’abbattimento a vista dei predatori», lupi compresi. La proposta, visto che il lupo risulta una specie protetta, ha sollevato le ire degli ambientalisti. Il consigliere è stato pesantemente attaccato sui social da chi gli ha ricordato che il lupo non si può abbattere. Il capogruppo era consapevole di aver fatto una proposta choc e il suo scopo era quello di aprire un dibattito. Forse non aveva considerato che la sua mozione stava andando contro una normativa consolidata. «La Maremma è diventata una riserva indiana – commenta amareggiato Bulgarini – Io considero questa la mia Waterloo personale. Ho ritirato tutto dato che in questo paese non esiste più la democrazia. Spero che in futuro questo annoso problema che avvolge il nostro territorio sia affrontato con serenità dalle associazioni di categoria, dalla politica e dalle associazioni ambientaliste». Sul ritiro della mozione è intervenuta anche al minoranza di Tradizione d Futuro. «La maggioranza del Comune di Manciano è allo sbando. Chi ha ordinato al capogruppo Bulgarini di ritirare la mozione? Sarà stata l’assessora all’agricoltura Valeria Bruni?». Sulla vicenda interviene anche Irene Galletti, consigliera regionale M5s. «Quella del capogruppo di maggioranza Roberto Bulgarini è un’uscita sgangherata e senza alcun senso. Se non fosse da considerare la gravità della situazione per i problemi delle predazioni negli allevamenti e del bracconaggio direi che è anche comica, ma non c’è da scherzare su un tema simile. I termini utilizzati, oltre a essere ai limiti del grottesco, ridicolizzano lo studio e il serio lavoro di chi cerca soluzioni adeguate a un problema che merita ben altre attenzioni». — I.A.