Colonnello della finanza si uccide con un colpo di pistola

Il colonnello Massimiliano Giua

Massimiliano Giua aveva guidato le fiamme gialle di Grosseto fino a un anno fa: si è sparato all'Argentario. Si sarebbe dovuto sposare tra pochi giorni

PORTO SANTO STEFANO. Un colpo solo, l’unico che si sarebbe portato dietro a Punta Telegrafo, nella canna della sua calibro 9, la pistola d’ordinanza. Si era messo seduto sul ciglio del dirupo, in cima a Punta Telegrafo. Là dove ci sono i ripetitori della Rai. Là dove la boscaglia si apre, la macchia scompare e davanti agli occhi si staglia la sagoma dell’isola del Giglio. Massimiliano Giua avrebbe compiuto 48 anni il prossimo 20 novembre e tra pochi giorni si sarebbe sposato con una maresciallo del comando generale della guardia di finanza. Lui era colonnello e da un anno guidava il comando di Terni, dopo i quattro anni trascorsi qui in Maremma. Era tornato da alcuni giorni, come spesso faceva: questa terra gli era rimasta conficcata nel cuore, aveva amato ogni singolo angolo e aveva allacciato legami solidissimi con l’intera provincia, con le istituzioni, con i suoi colleghi, con la gente che aveva incontrato qua.

Sono state due coppie di turisti tedeschi ad accorgersi del corpo ormai senza vita del colonnello: era per terra in un lago di sangue, di fronte a una panchina, la sua Audi parcheggiata poco distante. I turisti hanno dato l’allarme al 112 e a Punta Telegrafo, ben oltre il Convento dei frati passionisti, sono arrivati per primi i carabinieri. Pochi minuti dopo, quasi con la stessa velocità di quel proiettile sparato con la pistola d’ordinanza, la notizia è arrivata al comando della guardia di finanza. Da lì sono partite subito diverse auto per l’Argentario.

Per gli uomini che avevano lavorato con lui per quattro anni, che avevano condiviso con Giua le gioie e le difficoltà di un lavoro delicato ma anche l’allegria e i dolori della vita di ogni giorno, è stato come se il tempo si fosse congelato. «Seguirò tutte le attività d’indagine - ha detto il comandante provinciale Antonio Del Gaizo - dando il massimo supporto possibile alla Procura. Tutto il comando provinciale si stringe attorno ai familiari del comandante», il messaggio di cordoglio. Messaggio al quale se ne sono aggiunti tantissimi ieri, dal sindaco di Grosseto Antonfrancesco Vivarelli Colonna a quello di Capalbio Luigi Bellumori.

Il colonnello Giua era nato in Germania quasi 48 anni fa: era giornalista pubblicista e a Grosseto aveva tenuto corsi per gli iscritti all’Ordine. Da un anno era stato trasferito a Terni dove aveva portato a termine con i suoi uomini l’Operazione Spada: la Procura umbra aveva indagato il sindaco e parte della giunta. Vicino al corpo del colonnello sarebbero state trovate alcune lettere che sono ora al vaglio degli investigatori. I motivi del gesto sarebbero comunque di natura personale. La salma del colonnello è stata portata all’obitorio dell’ospedale Misericordia dall’azienda funebre Babbanini, a disposizione del sostituto procuratore Valeria Lazzarini. In serata sono arrivati i comandanti regionali della guardia di finanza della Toscana e dell’Umbria e oggi è atteso il comandante generale delle fiamme gialle Giorgio Toschi.