Il sì di Federico e Michele corona un sogno d’amore

Due giovani di 26 e 23 anni si sono sposati con una cerimonia di grandi emozioni A celebrare il rito l’assessora Bruni, testimone la mamma di un amico scomparso 

orbetello

Quanta emozione: si avvera il sogno di diventare finalmente una famiglia. Si sono presentati, ieri, davanti al palazzo comunale di Orbetello Michele Fava, 23 anni di Polverosa e Federico Rocchi, 26, di Grosseto: sono due giovani che hanno deciso di sigillare con un’unione civile il loro amore che dura da due anni e mezzo. «All’inizio lo odiavo – confessa Federico, dopo la cerimonia – ma poi ho imparato ad amarlo». Michele era teso, emozionato come lo erano tutti i suoi familiari: una famiglia numerosa composta da sei figli, due maschi e quattro femmine.


Gli invitati sono arrivati alla spicciolata. Fra le prime persone a mettere piede nella piazza c’è l’assessora comunale di Manciano Valeria Bruni che, in trasferta a Orbetello, ha officiato l’unione civile. Per Bruni, Michele è come un figlio. Un sentimento ricambiato dal giovane che la considera come una seconda mamma. «È come se si sposasse mia figlia – dice col nodo alla gola l’assessora – per di più celebro il rito con la fascia di un altro Comune. Michele mi ha chiesto di sposarlo ancora prima di chiederlo a Federico».

Bruni ha per Michele grandi parole di stima. «Rispettoso e schietto, ama la sua famiglia numerosa, darebbe la vita per loro. È un uomo col cuore di un bambino che adesso ha 23 anni. A 10 anni cucinava per i fratelli più piccoli perché la mamma e il babbo erano nella loro azienda a lavorare».

La vita di Michele si è incrociata con quella di Federico e, dopo un momento iniziale non felice, è diventato amore. Federico ha amato non solo Michele ma anche la sua vita di campagna, trasferendosi da Grosseto nelle campagne di Polverosa. «Ho sempre amato la campagna ma – dice – stando a Grosseto era difficile coltivare questa passione. Quando poi ci siamo messi insieme mi sono trasferito da Michele nella sua azienda». Michele e Federico si ritengono fortunati: hanno due famiglie che hanno capito le loro scelte e hanno accolto il loro amore. I sorrisi, l’emozione del loro sì ne sono la dimostrazione: parenti e amici li hanno avvolti in un abbraccio fatto di felicità e amore.

Quando era alle scuole medie, Michele perse tragicamente un compagno di classe: a fargli da testimone ieri c’era la mamma del suo amico. Tutta la classe è rimasta unita anche dopo anni.

Michele è legato alla sua terra, la stessa che nel 2012 venne devastata dall’alluvione. Lui, appena diciassettenne, quel novembre era a casa da scuola. «Avevo avuto un’operazione – ricorda – e non ero a scuola. Misi su Facebook un post scrivendo che in Maremma c’era bisogno di aiuto, scrissi anche il mio numero di cellulare. Forse un azzardo ma da quel momento ricevetti tantissime telefonate di persone che da ogni parte d’Italia volevano venire a dare una mano agli alluvionati. Iniziò un’avventura che ebbe anche risvolti piacevoli, tante persone unite, tanti ragazzi che si davano da fare e che collaboravano con le amministrazione di Orbetello e Manciano». Allora, giovanissimo, Michele prese in mano la situazione: è un tratto del suo carattere. Lui è disordinato e poco paziente mentre Federico è preciso. Diversità di carattere come ci sono in ogni coppia. Marco Galliani, un amico della coppia, durante la cerimonia, ha applaudito alla legge Cirinnà che ha permesso le unioni civili: «Sono felice – ha detto – che lo nostre lotte siano servite a qualcosa. Vi auguro di essere felici». –



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