All'ex sindaco non "piacciono" i nudisti: «Sono troppi in spiaggia»

Capalbio, tra Macchiatonda e Ultima Spiaggia Franci si è imbattuto in singoli e comitive: «Ho chiesto alla Capitaneria un intervento per ridimensionare il fenomeno» 

CAPALBIO. «I nudisti sono diventati tanti, troppi, nel tratto di litorale tra Macchiatonda e Ultima Spiaggia; alcuni sono sfacciatamente disinvolti e mettono in imbarazzo chi non ama questa pratica. Ho chiesto alle autorità competenti di intervenire per ridimensionare il fenomeno, che – da frequentatore storico del Lido di Macchiatonda – riscontro in grande crescita».

A parlare così è l’ex sindaco di Capalbio Gastone Franci, che nel fine settimana, diverse volte, si è trovato a contatto, insieme ai nipotini e ad altre famiglie, con coppie o comitive naturiste, nell’area del rimessaggio barche di Macchiatonda o a poche centinaia di metri. «Non si tratta – prosegue – di essere bacchettoni. La mia storia personale racconta ben altro, credo però che qualcosa sia sfuggito di mano a chi deve controllare. Ignoro le ragioni, ma il numero dei nudisti si è moltiplicato in questa zona e auspicare un giro di vite, una repressione, o in alternativa una regolamentazione, lo trovo normale».


Franci ha avvertito sia la Capitaneria di Porto Santo Stefano, che quella di Livorno. «Sì, ho denunciato questa situazione, dettagliandone i risvolti – conclude – perché non sono l’unico ad avvertire il disagio e sinceramente mi aspetto azioni congiunte, che coinvolgano anche i carabinieri e l’amministrazione comunale di Capalbio». A Macchiatonda ci si arriva dall’Aurelia, da cui dista meno di due chilometri. C’è il vecchio casale, un paio di ristoranti e altrettanti stabilimenti balneari, oltre alla spiaggia libera. Da qui, per incontrare i primi turisti in versione adamitica, bisogna camminare per un quarto d’ora fino allo sbocco a mare principale dell’oasi Wwf di Burano. E’ un tratto di spiaggia incantevole, poco frequentato, che ormai da oltre 20 anni è meta di naturisti. In verità, anche nei periodi alta stagione, ci sarebbe spazio e sabbia per tutti. Considerato che il tratto di spiaggia libera maggiormente gradito alle famiglie è quello più vicino a Macchiatonda, nei successivi otto chilometri, fino all’Ultima Spiaggia, l’affluenza si riduce. E qui effettivamente, passeggiando lungomare, capita di incontrare molti naturisti, in prevalenza laziali.

La condizione per mettersi nudi è ideale, perché alle spalle della spiaggia non esistono stradelli praticabili. C’è la duna, il lago, ma soprattutto una macchia fitta e, se si escludono gli accessi all’Oasi del Wwf, comunque recintata verso terra, non si vedono altri passaggi possibili.

Franci avrebbe anche la soluzione. «Quando ero sindaco di Capalbio, a metà degli anni Novanta - racconta - accadde la stessa cosa. Anche allora, un’estate, il numero dei nudisti in quel tratto di spiaggia, da Macchiatonda verso Sud e dal Chiarone verso Nord, aumentò in modo considerevole. C’erano mugugni, lamentele, famiglie scandalizzate. Ricordo che ci attivammo subito e furono sanzionate una ventina di persone. Fu medicina santa… il fenomeno si ridimensionò subito». Ma il nudismo è davvero espressamente vietato dalla legge? La giurisprudenza è divisa. L'articolo 726 del Codice penale (riguardante gli atti contrari alla pubblica decenza) sentenzia: “Chiunque, in luogo pubblico o aperto o esposto al pubblico, compie atti contrari alla pubblica decenza è soggetto a sanzione amministrativa pecuniaria da 5.000 a 10.000 euro”.