Le aree per cani? A 100 metri dalle case

Megale apre ai giardinetti per i quattrozampe ma i vincoli imposti dal ministero sarebbero rigidi. In stand by tre ipotesi

GROSSETO. I giardinetti riservati ai cani, o aree di sgambamento che dire si voglia, a Grosseto diventano un affare assai complicato. L’assessore Riccardo Megale, sua è la competenza, vuole progettare spazi per i quattrozampe: «Ovunque sia possibile» dice. Il problema starebbe però nel fatto che sono rigide le prescrizioni del ministero dell’ambiente in materia di gestione del verde pubblico. E finisce così che tre ipotetiche location per un’area cani nel quartiere Verde Maremma – di cui due proposte dai cittadini – sembrerebbero destinate al cestino. Vediamo allora come e se gli ostacoli si possono aggirare, anche perché una cosa è certa: da un rione all’altro, sono sempre di più i grossetani che chiedono a Palazzo civico la creazione di aree riservate ai cani che, per altro, se c’è un pizzico di senso civico diffuso (il riferimento è alla raccolta delle deiezioni delle bestiole) non comportano neppure costi considerevoli per le casse pubbliche.

Le due ipotesi di via Mercurio. Il Comitato Salvaparco di via Mercurio – gruppo di mamme, babbi e giovani residenti nel quartiere che ha lanciato una proposta di collaborazione al Comune per la tenuta del mini parco che si apre tra via Argento, via Mercurio e via Platano – aveva suggerito la creazione di un’area di sgambamento nel tratto del parchino in cui non ci sono i giochi per i bambini. Qualora qui non fosse stato possibile, in un confronto tra cittadini, Megale e tecnici del Comune, era emersa l’ipotesi di riservare un tratto di verde ai cani in un’area poco distante da lì: e cioè nello spiazzo che si apre davanti al parcheggio della Polisportiva Barbanella Uno.


I vincoli. Nei giorni scorsi l’assessore ha verificato la fattibilità di un “box” cani in una delle due location. Nulla da fare, né da una parte né dall’altra, comunica al Tirreno Megale, per effetto dei dettami contenuti nel vademecum del ministero dell’ambiente: “Linee guida per il governo sostenibile del verde urbano. Comitato per lo sviluppo del verde pubblico. Mattm, 2017”. Tali linee guida prescrivono che le aree per cani devono nascere «ad almeno 100 metri dalle aree ludiche per bambini»: va da sé che “in seno” al parchetto con giochini che si apre tra via Argento, via Mercurio e via Platano il box per i quattrozampe non si può fare. Ma, e questo stupisce un po’ di più, non si può realizzare neppure nei pressi della Polisportiva perché il ministero stabilisce che le aree per cani devono stare anche «ad almeno 100 metri dalle abitazioni», e lì c’è un’alta densità di condomìni.

Terza ipotesi. E sembrerebbe destinata ad essere spedita in soffitta anche la terza location – il parco di via Manzoni nella quota di verde libero dai giochi per bambini – proposta dal Comitato Amici a quattro zampe di via Manzoni. «Io voglio riservare spazi verdi ai cani – dice Megale – ma purtroppo bisogna tener conto dei vincoli imposti dal ministero. Noi siamo per le aree di sgambamento anche perché esse rappresentano un presidio per la comunità, dato che sono luoghi ad alta frequentazione: c’è chi porta il cane a spasso alle 18 della sera e chi alle 4 della mattina e, una volta realizzate, verrebbero anche illuminate». Nel frattempo l’amministrazione comunale sta cercando di realizzare un giardinetto per cani al Quartiere Pace: «Lì, rione urbanizzato diversamente rispetto a Verde Maremma – osserva Megale – è più semplice trovare una destinazione che rispetti i vincoli, stessa cosa, per esempio, al Casalone».

Aggirare l’ostacolo. Verde Maremma deve dunque rinunciare ad avere la sua maison per cani? La domanda è: quelle del ministero sono linee-guida o è “la Bibbia”? Il municipio di Bologna, per esempio, ha fissato il limite della distanza dalle case a 40 metri: che gli emiliani vadano in barba a Roma? Grosseto starebbe cercando una soluzione: «Nell’ultimo incontro di giovedì – conferma Roberto Carlettini del Comitato Amici a quattro zampe di via Manzoni – l’assessore Megale ci ha detto che sta verificando se c’è possibilità di andare in deroga a quelle prescrizioni. Sia l’area di via Manzoni che l’area di via Mercurio nei pressi della Polisportiva sono già di fatto aree in cui vengono condotti i cani. Di conseguenza, o si trova una soluzione che deroghi a quelle prescrizioni o non se ne fa nulla, con il rischio però, in questo secondo caso, che chi porta il cane a spasso in quegli spazi verdi non si preoccupi neppure di pulire quando la bestiola sporca»; un’area di sgambamento invece ha delle regole e tutti i proprietari dei cani sono indotti a rispettarle: fosse anche per il solo fatto che ci si “controlla” a vicenda e si fruisce assieme di uno spazio comune.