Mps chiude le piccole filiali: anche Caldana sotto la scure

La sede centrale del Monte dei Paschi di Siena (foto Ansa)

Abitanti pronti a dar battaglia: la banca del paese ospita i depositi del Mutuo Soccorso, custode della cospicua eredità Maiani

CALDANA. Si sentono presi in giro gli abitanti di Caldana (Gavorrano). La notizia dell’imminente chiusura della filiale del Monte dei Paschi di Siena di via Aldo Moro 38 è arrivata come un fulmine a ciel sereno e ha spiazzato tutti.

La comunicazione risale ad appena mercoledì: «Gentile cliente, dal 22 gennaio la filiale proseguirà la propria attività nei locali della filiale di Bagno di Gavorrano», dice la lettera, specificando che «gran parte delle operazioni possono essere effettuate da Pc, smartphone, e tablet senza recarsi in filiale».

Un mese di preavviso per una notizia che sconvolge gli equilibri del paese, visto che quella del Monte dei Paschi è l’unica banca della frazione. E la chiusura interessa anche i paesi limitrofi, un territorio molto vasto tra Grilli, Giuncarico, Ravi e Vetulonia. «È una notizia allarmante – dice Roberta Grazioli, nota commerciante del paese – e la comunicazione che è stata fatta ai clienti è a dir poco subdola: parlano di trasferimento in piena continuità operativa ma è un eufemismo per non usare il termine più appropriato: “chiusura”».

Non solo la scomparsa dell’unica banca ma anche, per come la percepiscono gli abitanti, una presa in giro. «Avremmo preferito una comunicazione vera e sincera piuttosto che un giro di parole» dice la commerciante. Per Caldana la filiale rappresentava anche qualcosa di più: sarebbero infatti stati dirottati lì numerosi interessi e depositi del Mutuo Soccorso del paese. Cifre importanti visto che l’associazione è custode della cospicua eredità di Mario Maiani.

E la scelta di destinare gran parte dei fondi alla filiale avrebbe dovuto garantire la presenza sicura sul territorio. «Mio marito è il presidente del Mutuo Soccorso – continua Grazioli – e l’associazione, avendo ricevuto l’eredità Maiani, ha investito anche nel Mps. Certo non si sarebbero mai aspettati un trattamento del genere».

«La banca come sempre non ha dato alcuna comunicazione – dice la sindaca Elisabetta Iacomelli , reduce dalla chiusura della filiale di Gavorrano –. Qui la politica si deve muovere perché non si può assistere al continuo stillicidio ai danni dei piccoli centri. Della questione saranno interessati i livelli superiori della politica e noi siamo accanto ai cittadini. Mi auguro anche che i dipendenti della filiale abbiano delle garanzie».

Della questione si è interessato anche il vicesindaco Giulio Querci. «Non è possibile – dice – far pagare ai cittadini le scelte scellerate di dirigenti inadeguati che hanno rovinato una delle realtà bancarie più solide. Contrasteremo con ogni mezzo questa scelta dannosa per la nostra comunità perché i paesi senza i servizi muoiono. Oltre ai risvolti sociali è incomprensibile la scelta di chiudere uno sportello che oltre a servire la seconda frazione più popolosa del comune, raccoglie correntisti di molti paesi. Valuteremo le azioni da intraprendere e saremo al fianco dei cittadini per scongiurare quanto accaduto a Gavorrano».