«Autostrada, un’idea da abbandonare»

Le associazioni ambientaliste tornano alla carica: sollecitati l’adeguamento dell’Aurelia e la revoca della concessione a Sat

CAPALBIO. Adeguare tutta l’Aurelia, da Livorno a Tarquinia, abbandonando per sempre l’idea di un’autostrada; togliere la concessione a Sat; intervenire subito sul tratto di Capalbio.

Questo ciò che hanno chiesto ieri a Capalbio le associazioni ambientaliste Fai, Italia Nostra, Legambiente, Wwf, Comitato per la bellezza, Terra di Maremma, Rete dei Comitati per la difesa del Territorio. Le associazioni, infatti, non condividono lo “spezzatino” proposto dal Ministero dei trasporti che punta ad allungare l’autostrada Sat da Tarquinia ad Ansedonia e adeguare l’Aurelia solo da Grosseto sud ad Ansedonia. Da Capalbio è partito anche l’appello all’unità.

«Solo con unità di intenti – dice Nicola Caracciolo, presidente onorario di Italia Nostra – è possibile combattere una guerra che abbiamo buone probabilità di vincere». Un appello all’unità è stato rivolto anche ai sindaci dei territori vicini a Capalbio, grandi assenti all’assemblea. «Abbiamo invitato anche il sindaco di Grosseto, Antonfrancesco Vivarelli Colonna, anche in qualità di presidente della Provincia di Grosseto – dicono gli organizzatori – ma non è venuto. Capalbio non può essere lasciato solo». Assente anche il sindaco di Orbetello, Andrea Casamenti, e Magliano in Toscana, del resto commissariato. Anna Donati, politica da sempre contro la Tirrenica, ha ribadito la necessità di rivedere integralmente il progetto senza escludere il tratto di Capalbio.

Le associazioni hanno predisposto un documento in cinque punti che è stato consegnato il 16 novembre al capo di gabinetto del Ministro per le infrastrutture e i trasporti Graziano Delrio, chiedendo uno studio Anas dell’intera tratta da Grosseto a Tarquinia, con priorità di intervento e finanziamento per i tratti maggiormente critici ed insicuri a due corsie, ossia i 12,5 km di Capalbio. Donati ripercorre l’iter che ha portato alla presentazione, il 14 settembre in Regione, dell’ipotesi di adeguamento. «Il Def che ha richiesto la project review sul progetto autostradale Sat – spiega – era previsto per l’intero tratto. Quindi non è stata rispettata questa indicazione, non sono stati resi noti gli studi per individuare l’alternativa più sostenibile e le motivazioni progettuali che hanno indotto la scelta mista Anas-Sat. Il fatto che Anas abbia dichiarato di aver avuto l’indicazione di effettuare la revisione del progetto anche sul Lotto 5A, come dimostrerebbe la lettera scritta da Anas a Luigi Bellumori, sindaco di Capalbio, e poi che questa non sia stata presentata induce a pensare a una scelta “politica” non supportata da motivazioni tecniche, che comunque non sono state rese pubbliche e poste al confronto con il territorio».

Tra gli argomenti invocati dal ministero per il mantenimento del progetto Sat fino ad Ansedonia vi sarebbe il fatto che i progetti definitivi dei due lotti 6B e 5A sono stati già approvati dal Cipe del 2012 e quindi sarebbe inutile sottoporli a project review. «Va ricordato che – aggiunge Donati – anche questi due lotti sono stati rivisti nel 2014 e 2016 da parte di Sat e che non sia ancora conclusa da parte del Ministero dell’ambiente la verifica di ottemperanza sui progetti definitivi dei Lotti 5A Ansedonia-Pescia Romana e 6B Pescia Romana-Tarquinia, di complessivi 40 km. Questo significa che nemmeno questi due lotti possono ritenersi approvati e realizzabili».

Altro aspetto da valutare è la mancanza di un documento economico e finanziario. «Non è mai stato presentato – dice Donati – e non è diventato operativo il protocollo d’intesa firmato a maggio 2015. Questo non è accaduto sia per il contenzioso con Bruxelles sulla legittimità della concessione Sat. In pratica questo significa che non vi sono certezze di finanziamento da parte di Sat nemmeno sui due lotti 6B e 5A». Altro nodo fondamentale: la concessione. «A maggio – aggiunge Donati – la Commissione europea ha deferito l’Italia alla Corte di giustizia europea per la illegittimità della concessione Sat a suo tempo assicurata senza gara nel 2009 sui cui è stata prima aperta una procedura di infrazione che si era chiusa con gli impegni del Governo italiano a intervenire sulla durata e sull’obbligo di gara d’appalto del 100% delle opere. Impegni che non sono stati rispettati dal Governo italiano, su cui è stata riaperta la procedura d’infrazione nel 2014 che è stata deferita alla Corte di giustizia. Questo significa che Sat, al momento, non è in grado di assumersi impegni per investimenti nemmeno per i due lotti 6B e 5A».