«Il tesoro di San Mamiliano torni a Sovana»

SORANO. Il capogruppo del Pd in consiglio regionale Leonardo Marras ha presentato alla giunta toscana una mozione, sottoscritta anche dal presidente del Consiglio regionale Eugenio Giani e dai...

SORANO. Il capogruppo del Pd in consiglio regionale Leonardo Marras ha presentato alla giunta toscana una mozione, sottoscritta anche dal presidente del Consiglio regionale Eugenio Giani e dai consiglieri Giacomo Bugliani e Antonio Mazzeo, perché si attivi con il ministero dei Beni e delle attività culturali per far tornare nel museo di Sovana il tesoro di San Mamiliano.

Le antiche monete, ritrovate nella chiesa di San Mamiliano e conosciute come il “tesoro di Montecristo, si trovano oggi in parte custodite nel Museo archeologico nazionale di Firenze. L’appello per riportarle “a casa” è stato lanciato dalla sindaca di Sorano Carla Benocci. «Io – dice Marras – ho deciso di raccoglierlo sin da subito e rilanciarlo alla giunta».

Il tesoro di San Mamiliano è composto da 498 monete d’oro zecchino databili fra il 420 e 550 d.C. ed è stato scoperto nel 2004 durante i lavori di restauro della piccola chiesa sconsacrata che, recuperata, avrebbe dovuto ospitare un museo della civiltà etrusca. L’eccezionalità del ritrovamento, unica testimonianza archeologica riferibile all’età tardo-antica a Sovana, è stata riconosciuta sin da subito al punto che è stata modificata la destinazione di uso del museo in uno spazio a testimonianza della Sovana al tempo dei romani.

«Il grande valore di questo tesoro è tale per il numero delle monete, oltreché per la loro composizione, oro zecchino, e per la diversità delle zecche, perché provengono da Salonicco, Ravenna, Milano, Roma e Arles – prosegue Marras –, per questo trovo sia importante lavorare affinché le monete custodite nel Museo archeologico nazionale di Firenze possano tornare a Sovana, nel luogo che per secoli le ha custodite, ed il tesoro possa così essere ammirato nella sua interezza. Il ricongiungimento delle 498 monete avrebbe senza dubbio anche ricadute economiche: accrescerebbe il valore del museo di San Mamiliano e dell’intera area del tufo arricchendo l’offerta turistica, già ampia e prestigiosa, legata alla storia che nei secoli ha segnato la Maremma». La mozione sarà discussa nelle prossime sedute della seconda commissione.



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