«A Punta Ala il monumento a Balbo»

Chicago vuole sbarazzarsi della colonna donata da Mussolini. Da Milano la proposta di portarla nel porto maremmano

PUNTA ALA. L’antica colonna romana dedicata a Italo Balbo che la città di Chicago vuol far rimuovere da Burnham Park, sulla scia delle proteste del movimento che la considera simbolo fascista, potrebbe trovare una nuova casa a Punta Ala, nella zona del porto. Qui, nel castello che si affaccia sul golfo di Follonica, Balbo aveva la sua dimora. E il nome stesso della località è attribuito a lui. Punta Ala, insomma, potrebbe essere il luogo adatto per quel monumento divenuto “ingombrante” nella capitale dell’Illinois.

Così, almeno, la pensa il consigliere comunale milanese Enrico Marcora. Laureato alla Bocconi, imprenditore edile, membro del cda della Bocconi, ex consigliere provinciale e regionale, Marcora è esponente della lista “Beppe Sala sindaco. Noi, Milano” e promotore di programmi di formazione civica. Insomma, non certo un politico in odore di revisionismo. Lui stesso si definisce «assolutamente antifascista» e riconosce che «Italo Balbo quale gerarca fascista, soprattutto nel suo periodo giovanile ferrarese, sia stato protagonista di episodi di vita politica assolutamente da condannare». Tanto si legge nel suo intervento preparato per il consiglio comunale di Milano di ieri.

Eppure Marcora ne riconosce le «indubbie capacità aviatorie» e ritiene che «la sua posizione critica negli ultimi anni nei confronti dell’entrata in guerra e delle scelte di Mussolini possano, da un punto di vista storico, fargli anche guadagnare un po’ di benevolenza». Ricorda poi che persino gli alleati ne onorarono la prematura morte.

Ma più di tutto, sostiene il consigliere, quell’antica colonna – donata alla città di Chicago da Benito Mussolini nel 1934 per celebrare la trasvolata dell’aviatore da Roma all’Illinois avvenuta l’anno prima – celebra non tanto l’uomo quanto «l’impresa eroica delle sue trasvolate» che negli anni Trenta «portarono l’Italia alla ribalta del mondo intero facendo di Balbo testimone nel mondo delle capacità tecniche dell’Italia e del grande prestigio degli aviatori italiani».

Ma perché un consigliere milanese si interessa della vicenda? Ebbene, Milano è città gemellata con Chicago.

Marcora suggerisce di chiedere a Chicago di lasciare il monumento dove è. Se però i consiglieri di quella città dovessero decidere di sbarazzarsi del monumento, allora, dice Marcora, riportiamolo in Italia.

«L’associazione Tutela di Punta Ala con il suo presidente Marco Minoli e l’associazione Comunità di Punta Ala con il suo presidente Alessandro Marzocchi – scrive Marcora nel suo intervento – hanno manifestato la loro disponibilità ad aiutare l’arrivo del monumento presso il porto di Punta Ala. Altrettanto l’assessore al patrimonio del Comune di Castiglione della Pescaia Federico Mazzarello ha dato la sua disponibilità ad appoggiare il progetto». Da qui la richiesta agli assessori milanesi e al sindaco di attivare gli atti necessari.