Marraccini, spunta l’ipotesi permuta

Lo storico palazzo continua a sprofondare nel degrado. Rosini (Pd) ricorda alla giunta gli impegni elettorali, Agresti replica

GROSSETO. Teloni da cantiere strappati, intonaci crepati, immondizia disseminata dentro e fuori: è sgarrupato persino il marmo – materiale eterno – dell’antica insegna che ancora testimonia (quello che fu) il blasone dell’edificio. Non è una novità che lo storico ex cinema Marraccini abbia un aspetto tristemente trascurato. Nuovo invece è lo squillo di tromba che Stefano Rosini fa nelle orecchie del sindaco e della sua giunta. Non è vero forse, rammenta l’ex consigliere comunale Pd, che nel suo programma elettorale Antonfrancesco Vivarelli Colonna scriveva di «valutare l’acquisto e il recupero dell’ex cinema Marraccini per sottrarlo al degrado e utilizzarlo come sede di corsi universitari e di altri laboratori culturali? Belle parole, ma poi la realtà si scontra con la promessa».

Che cosa c’è nel futuro di quello che fu il cinema per eccellenza dei grossetani, del quale oggi rimane un palazzo malmesso ma con il doppio pregio di essere degli Anni Venti e di rappresentare un pezzo di storia cittadina? La prima cosa che c’è da sapere è se la giunta del sindaco Vivarelli Colonna accarezza ancora – davvero – l’idea di traghettare l’edificio tra i beni civici. Era l’aprile 2016 quando a margine del primo appuntamento dei Quattro assi, il ciclo di incontri pubblici che il candidato a sindaco della coalizione Viva Grosseto aveva ideato per ragionare sulle potenzialità di Grosseto, Vivarelli Colonna disse: «Vogliamo ampliare l’offerta di valore creando un centro culturale “diffuso” intorno a corso Carducci. Inizieremo acquistando l’ex cinema Marraccini, che oggi si trova in uno stato d’abbandono sconsolante. Il patrimonio comunale si arricchirà di un fabbricato di pregio, che fa parte della memoria storica della città». È invece febbraio – non siamo più dunque in campagna elettorale, ma piuttosto a “Gusta la notizia” – quando il vicesindaco Luca Agresti torna, intervistato dal Tirreno, sull’annosa questione: «Da quell’edificio – parole di Agresti – passa la memoria storica della città. L’idea è di ristrutturarlo internamente, in maniera funzionale, destinando gli spazi all’università».

Torniamo ad oggi. Facciamo sentire ad Agresti lo squillo di tromba di Rosini: «Abbiamo avuto diversi incontri con Riccardo Demi (il proprietario, ndr) – dettaglia il vicesindaco – E in campo ci sono diverse ipotesi». «C’è la vendita – descrive – ma c’è anche la permuta», ovvero, la famiglia Demi potrebbe cedere il Marraccini al Comune ottenendo in cambio da Palazzo civico un altro bene pubblico.

«Il futuro dello storico cinema – aggiunge il vicesindaco – resta al centro dei nostri interessi, ma bisogna tenere conto che si tratta di un edificio di proprietà di un privato. La questione arriva da lontano e non è facilmente risolvibile. Se riuscissimo a riqualificarlo in cinque anni, sarebbe un grande successo». Non si indietreggia, comunque e insomma, se poi «c’è qualcuno disposto a riqualificarlo – aggiunge Agresti – è ancora meglio». Ultimo dettaglio: «Ringrazio l’ex consigliere Rosini – conclude – che ci tiene l’agenda».