Addio a Barnelli, artista scoperto da Renzo Arbore

Diventò famoso in coppia con Otto. Da tempo viveva in una roulotte a Murci e suonava in tutti i busker festival del mondo

SCANSANO. È difficile pronunciare il nome Bernd Witthuser se vivi a Murci. Ma in quel borgo circondato da bosco e campagna scelto come buen retiro da tanti artisti, chi fosse quel tedesco che a distanza di quarant’anni non aveva ancora perso il suo accento, lo sapevano tutti. Anche perché per chi ha vissuto gli anni d’oro della televisione italiana, quella della fine degli anni ’70 e dell’ “Altra domenica” di Renzo Arbore, Barnelli era il chitarrista compagno di Otto. Barnelli è morto la notte tra giovedì e venerdì all’ospedale di Grosseto dove era stato ricoverato due settimane fa. Una stanza del Misericordia a fargli da ultima dimora, dopo che Bernd, che aveva 73 anni, aveva passato tutta la vita nel bosco, suonando per strada. Era uno dei buskers che abitano nelle campagne di Murci, dove era arrivato appunto nel 1977. Innamorato della musica così tanto da essere eccessivo e da confidare ai suoi amici di ascoltare, ormai, solo quello che aveva scritto e suonato lui. Innamorato delle donne, tante, collezionate una dietro l’altro nel corso della sua vita, della birra e dell’arte.

La sua carriera in Italia era cominciata con Hans Otto Richter, violinista di pochi anni più giovane: i due, dopo alcune esperienze musicali a metà degli anni ’70 si incontrano e decidono di formare il duo Otto e Barnelli, suonando per le strade d’Europa prima di arrivare in Italia.


Oltre ai due strumenti principali, violino e chitarra, suonano campanelli fissati sul cappello e alle caviglie, percuotono con un batacchio attaccato al gomito la grancassa piazzata sulla schiena e suonano la tromba e il kazoo. E non era raro infatti, almeno fino a tre anni fa, trovare Barnelli in sella alla sua moto con la grancassa dietro, diretto a Roma dove ha continuato ad esibirsi ogni fine settimana.

I due busker furono poi scoperti da Renzo Arbore, che li vide durante un’esibizione a un festival proprio ad Arcidosso: sull’Amiata furono scritturati per presentare sketch comico-musicali nel suo programma della domenica pomeriggio, “L’altra domenica”, in onda dal 1976 al 1979 su Rai 2.

Nel 1980 hanno recitato nel film “Il pap’occhio”, insieme ai compagni di trasmissione, con la regia di Renzo Arbore; in una scena Barnelli, vestito da cardinale, chiama Otto, vestito da prete, sul palco dicendo «Vieni avanti, pretino», parodiando la celebre battuta dei Fratelli De Rege.

Negli anni successivi continuano l’attività in tono minore fino a tornare al cinema, nel 1985 nel film “Inganni”, diretto da Luigi Faccini.



A Murci, Barnelli lo conoscevano tutti: aveva vissuto in una comune, dal 1977. Poi si era spostato in un carrozzone prima di trasferirsi, da solo, in una piccola roulotte. E la sua arte è stata immortalata anche nel documentario “Stranger (s) in Paradise” di Federico Borselli che ha seguito, dal 2012, i busker che vivono sull’Amiata. «Barnelli si era addolcito molto negli ultimi anni - ricorda il fotografo - Quando arrivò a Murci, negli anni ’70, con la sua mimica e con il suo accento tedesco spaventava i bambini. Ma con il passare del tempo tutti hanno imparato a volergli un gran bene».

Con la sua chitarra, con la sua grancassa e con quella sete di libertà assoluta, da togliersi vivendo nei boschi, Barnelli ha girato tutto il mondo esibendosi per strada. E una volta a Murci ha indossato anche la fascia tricolore per officiare il matrimonio di una coppia di suoi amici. Due anni fa era caduto dalla moto e si è dovuto fermare. Fino a ieri, quando ha chiuso gli occhi su una vita straordinaria.