Cannabis, il farmacista multato «Lotteremo per i nostri pazienti» 

Sanzionato per «pubblicità» al preparato terapeutico, il titolare della San Giuseppe annuncia ricorso  Solidarietà da medici e assistiti: «Grazie, dottore, per aver alleviato il dolore patito da mia madre»

GROSSETO. Annuncia battaglia legale Edoardo Alfinito, il farmacista sanzionato dal ministero della salute «per aver fatto – è quanto Roma gli contesta – pubblicità indiretta alla cannabis». È stato multato per 8.000 euro, cifra che si riduce a 6.700 euro se pagherà entro 60 giorni dalla contestazione. Ma per il titolare della farmacia San Giuseppe di Barbanella non è un fatto economico. È una questione di principio, anzi, di civiltà: «Non è la sanzione che mi preoccupa – dice – ma la deriva impositiva che potrebbe discenderne. Farò ricorso perché voglio continuare a garantire ai miei pazienti quello che è un loro diritto, e cioè una chance in più di terapia». E intanto in città si moltiplicano le manifestazioni di solidarietà che medici e pazienti stanno inviando al farmacista.
La trappola. È da settembre 2015 che alla farmacia San Giuseppe si preparano e si vendono – nel rispetto della norma – farmaci a base di cannabinoidi a scopo terapeutico: per lenire il dolore dei malati terminali, per migliorare la qualità della vita di chi soffre di patologie che causano dolori acuti. La farmacia di Barbanella è stata sanzionata – insieme ad altre in Italia – perché il solo fatto di figurare sui motori di ricerca web che mostrano le farmacie che fanno preparazioni a base di cannabis equivale, secondo il ministero, a violare i dettami della legge che regola gli stupefacenti e che vieta la propaganda pubblicitaria – anche indiretta – di sostanze o preparazioni comprese in una lista ad hoc; ma il Dm del 9 novembre 2015 ha invece consacrato l’uso medico della cannabis: insomma, «un paradosso», secondo Alfinito.
La difesa. «Abbiamo già presentato la nostra memoria difensiva al Prefetto» dice il farmacista, e questo è quanto è previsto per sanzioni di questo genere. In tale memoria Alfinito ha fatto appello a quanto è previsto dal codice deontologico che regola la professione del farmacista: e cioè al dovere che lui ha di informare i pazienti dei servizi che la farmacia può offrire e di tutte le chance terapeutiche che un paziente può avere a disposizione. Alfinito ricorda che un farmacista può vendere cannabis a scopi terapeutici solo se c’è la prescrizione di un medico; anche l’eventuale “risvolto” economico appare debole: alla farmacia di Barbanella la terapia è venduta ad un prezzo persino inferiore al valore di mercato. Il primo grado di giudizio è dunque il Prefetto, che entro il 20 giugno, ultimo giorno utile per pagare la sanzione in forma ridotta, dovrà decidere se mandare o meno Alfinito di fronte al giudice. «Se dovrò andare in Tribunale – dice – ci andrò con i miei pazienti. Ho trascorso il giorno successivo alla notizia della sanzione a ricevere manifestazioni di solidarietà e di sostegno dai miei pazienti. In sostanza mi hanno detto: “Se questo è il quadro, dottore, vada avanti: è nel giusto».
Grazie dottore. Anche al Tirreno sono arrivati messaggi di vicinanza al farmacista: «Ringrazio la farmacia San Giuseppe – scrive Vincenzo Acciari – per avermi dato la possibilità di assistere mia madre fino a tre giorni prima di morire con il solo uso lenitivo della cannabis. La sedazione alla mia mamma è servita solo per accompagnarla. Grazie ancora dottore».
I dubbi. Commosso e amareggiato, Alfinito pensa ai suoi pazienti: «A quella bambina – dice – che grazie alla cannabis ha trovato giovamento per le sue crisi di epilessia, a quella donna che non riusciva nemmeno a vestirsi per il dolore che aveva, e che l’altro giorno in farmacia ballava di fronte a suo marito. Io penso a loro. Voglio poter continuare a garantire loro questo: un farmaco in più da usare, una chance ulteriore». L’infiorescenza della cannabis non è brevettabile: sarebbe come brevettare un pino mugo; in altre parole, una multinazionale del farmaco con la cannabis non ci fa nulla; forse che quanto è successo a Alfinito si debba leggere anche in questo quadro prettamente “di mercato”? Alfinito se lo domanda.