Gerfalco, un nuovo sviluppo è possibile

La frazione citata come esempio in uno studio dell’Onu contro il decadimento delle aree periferiche

MONTIERI. Si chiama “Habitat III” e si è tenuta a Quito, in Ecuador. È la terza conferenza delle Nazioni Unite sull’edilizia abitativa e lo sviluppo urbano sostenibile e anche Montieri (con Gerfalco) quest’anno ne è stato protagonista.

Il piccolo Comune delle Colline Metallifere è rientrato infatti all’interno di un progetto di studio creato dagli architetti Giulio Verdini e Paolo Ceccarelli dell’Università di Ferrara. Da questa ricerca, che comprende anche diversi casi di studio internazionali, è nato un dossier che aiuta a capire la cultura e la creatività dei piccoli insediamenti. Argomento di Habitat III è stata infatti proprio la “cultura” come motore fondamentale della promozione di modelli urbani sostenibili e di sviluppo regionale. Tra i casi pilota rientrati nel progetto, insieme a Jianshui in Cina, Cotogchoa in Ecuador, Tréguier in Francia, troviamo anche Gerfalco. La frazione è stata scelta proprio perché rappresenta l’esempio tipico di un piccolo villaggio che in passato ha rivestito un ruolo importante per l’economia del territorio e che oggi, invece, si trova di fronte ad una crisi alla quale sta cercando di reagire. Il Comune è infatti molto attivo e al suo interno si sono formate associazioni ed enti locali che insieme lottano contro il decadimento delle aree periferiche. Una lotta, questa, che si svolge anche, e soprattutto, attraverso la promozione di eventi culturali legati alla tradizione locale.

In questo senso è fondamentale il Festival delle Viole che si svolge dal 2011 nel periodo estivo e autunnale: si tratta dell'unico festiva in Italia di viola da gamba che ha un notevole richiamo per appassionati del settore. Nel dossier presentato alla conferenza Onu viene analizzata l’identità locale di Gerfalco, la sua economica e la morfologia del territorio e vengono anche fatte delle osservazioni sul futuro della zona: «Le attività didattiche nel campo della musica inducono ulteriori possibili sviluppi in altri campi culturali – recita l’ultimo paragrafo – Seminari, workshop e programmi di formazione ambientale potrebbero essere sviluppati con successo. I piccoli negozi per la fabbricazione e la riparazione di strumenti ad arco, potrebbero essere un’altra fonte di occupazione e reddito».

«Il prossimo passo consisterà nella pianificare di una serie di azioni in linea con i principi ispiratori Unesco e del progetto in questione – dice il sindaco Nicola Verruzzi – Stiamo predisponendo una serie di progettualità per il 2017 e presumibilmente ragioneremo su tre filoni tematici che potrebbero costituire tre motori di rilancio del borgo e del territorio e uno sarà senz’altro sarà quello musicale».

Giulia Sili