«Proposta Marras, foglia di fico»

Ambientalisti critici sulla modifica alle autorizzazioni per le centrali

GROSSETO. Il comitato Sos geotermia non usa giri di parole e bolla la proposta di modifica alla legge sulle autorizzazioni per le centrali geotermiche, avanzanta dal capogruppo del Pd in Regione Leonardo Marras, una «inutile foglia di fico per coprire le speculazioni e gabbare i cittadini».

La proposta è stata presentata sotto forma di articolo, il 13 bis, da inserire nella legge regionale 39 del 2005 e, passata l’approvazione della commissione, dovrà adesso superare lo scoglio del consiglio regionale. Per Marras è un passo in avanti per dare ai Comuni più voce in capitolo rispetto alle autorizzazioni. Eppure questa proposta non convince affatto Sos geotermia.

«Non modifica di una virgola l’iter autorizzativo delle centrali – spiegano gli ambientalisti – né dà maggior peso a comuni e cittadini, ma si rivela la solita vuota e mistificante risposta alla crescente protesta dei territori. Alla domanda, che indaga sul contenuto delle nuove norme da introdurre nella legge regionale sulla Geotermia, proposte dal consigliere Marras, il sindaco di Castel del Piano, Claudio Franci, conferma che “certo non c’è obbligatorietà, ma nel caso di disaccordo (con il Comune), la Regione avrebbe molti bastoni tra le ruote”. Non viene detto, perché di fatto inesistenti, quali siano questi “bastoni”».

La Regione, dice Sos Geotermia, «mantiene la piena discrezionalità delle decisioni circa la localizzazioni degli impianti, come ben puntualizza Marras alla stampa». Il consigliere aveva infatti messo le mani avanti, dicendo che «non sarà obbligatoria».

«A questo punto – dice Sos geotermia – onestà vorrebbe che i consiglieri del Pd, i quali si apprestano a introdurre modifiche inutili e minimali alla normativa regionale che ancora in modo del tutto scandaloso non detta nessuna regola circa la localizzazione degli impianti industriali geotermici, chiariscano quale sia l’interesse pubblico perseguito dagli amministratori del Pd in materia di geotermia. Questa necessità deriva dal fatto che se le modifiche proposte dai consiglieri del Pd mantengono ampia e assoluta discrezionalità alla Regione nello stabilire i luoghi dove realizzare tali impianti industriali, anche se il Comune non è d’accordo, tale discrezionalità non potrà decadere in arbitrio a favore di interessi privati, solo se l’interesse pubblico verrà esplicitato e soprattutto documentato».

Sos geotermia ritiene «fallimentari» i risultati nel primo distretto storico geotermico della Val di Cecina e vede «difficile dimostrare l’utilità sociale ed economica in Amiata di tali impianti. È ormai chiaro a tutti che a Pomarance, Larderello e Castelnuovo Val di Cecina la geotermia ha di fatto impedito e allontanato ogni altro investimento, al punto che oggi gli stessi consiglieri regionali del Pd e i sindacati chiedono a gran voce che tale distretto sia dichiarato zona di crisi. O si dimostra che gli impianti geotermici favoriscono investimenti e valorizzazione delle risorse ambientali di un territorio, oppure la vecchia e logora discrezionalità e la mancanza di regole certe del Pd sono solo finalizzate a coprire e avallare interessi speculativi privati. Alla faccia della sbandierata democrazia e partecipazione».

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