"Mare pulito": un controvideo del Cieloverde racconta le analisi sulle acque di Marina

Alessandro Bucalossi e Leonardo Graf nel video "Verso la Bandiera blu 2016"

Il gestore del campeggio e il collega del bar in spiaggia documentano in una clip l'assenza di idrocarburi - Il video

MARINA DI GROSSETO. Un video infanga l’immagine di Marina di Grosseto? Un altro video la salverà. Dopo la “botta” delle “iene maremmane”, che hanno ripreso lo scarico di sabbia melmosa sulla spiaggia di Marina lanciando l’allarme petrolio, ecco la risposta di Alessandro Bucalossi e Leonardo Graf, il primo titolare _ insieme a Roberto Bucalossi, Elisabetta Bucalossi e Luca Doccini _ del campeggio Cieloverde (società Marinella spa) tra Marina e Principina a Mare, e il secondo gestore del Delfinus beach bar sulla spiaggia davanti al campeggio.

Leonardo Graf prende un campione d'acqua al largo di Marina di Grosseto (fotogramma dal video "Verso la Bandiera blu 2016")

Mentre Comune, candidati sindaco e associazioni annunciano la volontà di avviare campagne informative sul web per salvare l’immagine di Marina, Bucalossi e Graf, senza troppi annunci ma andando subito al sodo, visto il video delle “iene maremmane” e l’effetto pandemia che ha creato tra gli utenti Facebook, hanno preso quattro bottiglie, prelevato campioni d’acqua qua e là lungo la costa davanti a Marina, li hanno fatti analizzare in laboratorio e hanno avuto come risultato che in tutti i campioni le tracce di idrocarburi erano talmente basse da poter ritenere queste sostanze praticamente assenti. Il tutto ripreso con lo smartphone, montato, corredato da musica ed effetti video, intitolato “Verso la Bandiera blu 2016” e lanciato nel web. Un lavoro, tra l’altro, curatissimo e ben fatto.

“Ho studiato montaggio video… _ confessa sorridendo Bucalossi _ ma voglio subito dirlo: qui nessuno cerca i cinque minuti di gloria. Semplicemente, appena abbiamo visto il video delle “iene maremmane” io e Leo nemmeno ci siamo guardati in faccia. I clienti hanno cominciato a scrivere email e a chiamare e per chiedere delucidazioni altrimenti avrebbero disdetto le prenotazioni. Noi non sapevamo cosa dire perché non avevamo le analisi. Lì c’è suonato il campanellino. Per questo lo abbiamo fatto. Volevamo fare chiarezza. E abbiamo subito deciso di farlo con un video”, spiega Bucalossi.

“Un video informativo _ dice Graf _ per sgomberare i dubbi. Noi ci posizioniamo su un segmento di clientela molto sensibile all’ambiente. In passato i clienti si sono informati sulla situazione dei tronchi e prima ancora sull’incendio. Il video ci sembrava il metodo più diretto e veloce”.

Le riprese risalgono al 26 aprile. “Dovevano essere fatte subito perché il video doveva essere il più veritiero possibile. Tutto in presa diretta”, dice Alessandro.

Il prelievo dei campioni di acqua (fotogramma dal video "Verso la Bandiera blu 2016")

I due ragazzi hanno fatto le cose con criterio. Si sono informati su come eseguire i prelievi, hanno usato bottiglie d’acqua sigillate per spazzare via i dubbi, hanno analizzato il vento e le correnti per andare a prendere i campioni dove più alta era la possibilità di trovare eventuali tracce di idrocarburi. Poi sono saliti sul gommone e hanno puntato al largo.

“Abbiamo fatto i prelievi lontano dalla costa _ spiega Alessandro _ perché la mattina il vento era Grecale e spingeva le onde dalla costa verso il mare. Se andavamo sotto costa l’acqua sarebbe stato ancora più pulita”.

Il percorso è stato tracciato sul gps, tutto ripreso nel video ovviamente. Prima tappa, un’area a 400 metri di distanza dal porto, lato sud, circa 400 metri dalla costa. Seconda tappa, zona di fronte al Cieloverde, 1.500 metri a sud del porto. Terza tappa, 200 metri dal porto, lato nord. Quarta e ultima tappa, 150 metri a sud del porto.

I campioni sono stati poi portati allo Studio Ambiente di Massimo Gorelli & c. in via Topazio a Grosseto per essere analizzati alla ricerca di idrocarburi. “I risultati parlano da soli _ dice Bucalossi _. In tutti e quattro i campioni gli idrocarburi sono inferiori a 0,5 milligrammi per litro, quando la soglia prevista dalla legge è di 5 milligrammi per litro. In pratica, una quantità talmente piccola da consentire di parlare di assenza di idrocarburi”.

Una risposta che la dice lunga sull’accusa di “disastro ambientale” che è circolata con il video delle “iene maremmane” e che chiunque può vedere su Facebook. “Il nostro video all’inizio era destinato solo al social del Cielo Verde _ spiega Graf _ poi è stato diffuso su Facebook e condiviso da tante persone”.

“A prescindere da quello che diranno le analisi dell’Arpat sulla sabbia al porto _ spiega Bucalossi _ le analisi da noi condotte in modo indipendente sull’acqua dicono che non ci sono problemi”. I commenti degli utenti sono di sollievo.

“Purtroppo _ aggiunge Bucalossi _ Facebook è molto pericoloso, se messo nelle mani sbagliate. La mia paura ma non era che l’acqua fosse sporca, ma la relazione degli utenti di Facebook. Ci siamo allarmati per la stagione 2016 non solo nostra ma di tutta Marina, perché le accuse erano molto gravi”.

Per volontà di Bucalossi e Graf le analisi sono in visione sullo Studio Ambiente.

Ecco il video “Verso la Bandiera blu 2016” di Alessandro Bucalossi e Leonardo Graf

I risultati delle analisi effettuate dallo Studio Ambiente di Grosseto sui campioni prelevati da Bucalossi e Graf