Geotermia, l'allarme dei geologi

Una centrale geotermica in Toscana (foto d'archivio)

La presidente dell'Ordine: "L'alta entalpia, se non oculatamente gestita, può costare in termini ambientali e di salute pubblica"

GROSSETO. Lunedì 7 marzo Regione Toscana ed Enel green power hanno firmato un accordo che permetterà alle aziende dei territori geotermici di avere uno sconto del 10 per cento sulla bolletta dell'energia elettrica. Sull'Amiata l'accordo porterà anche una nuova piscina, riscaldata con il calore geotermico.

I commenti degli amministratori locali sono stati per lo più molto positivi, ma da anni sull'Amiata da un lato gli ambientalisti mettono in guardia sui rischi della geotermia ad alta entalpia (quella delle centrali Enel), forti anche di studi e dati sulla salute delle popolazioni locali. Dall'altro in tutta la provincia di Grosseto la popolazione e in questo caso anche i sindaci sono fortemente contrari alla nascita delle centrali a media entalpia che, oltre ai rischi per l'ambiente e la salute, sono di grande impatto visivo.

Nel dibattito si inserisce ora anche l'Ordine dei geologi. Ecco la lettera aperta della presidente Maria Teresa Fagioli.

 

"Come geologi siamo preoccupati che le allettanti promesse servano a far scordare al cittadino i disagi apportati da certo “"sviluppo” al territorio dove vive. Protocolli di intesa e accordi fra Comuni e ditte per lo sviluppo dell’economia sono sempre i benvenuti. La geotermia crea sì ricchezza e posti di lavoro, ma non dobbiamo però dimenticare che la sua sezione più storicamente remunerativa, l’alta entalpia utilizzata per usi elettrici, se non oculatamente gestita può costare ai territori che la ospitano, in termini di qualità ambientale e salute pubblica, più di quanto possa apportare di positivo.

La preoccupazione è fondata sulla scelta dei decisori pubblici di marginalizzare chi, come noi geologi, in tema di geotermia, ha la preparazione tecnica e culturale per prevederne i rischi. Veniamo invitati a convegni, e incaricati di specifiche ottemperanze burocratiche, ma l’ascolto che ci viene dato è basso.

Sembra quasi che la cultura geologica, intrinsecamente olistica, venga percepita come nemica dello sviluppo economico. E in effetti nemici di certo sviluppo economico lo siamo davvero, visto che non ci è professionalmente ed eticamente concesso di ignorare gli effetti di certe azioni e di certi “risparmi” sulla qualità della vita delle popolazioni residenti.

Quanto alla geotermia “elettrica”, in sostanza si tratta di perforare, di estrarre fluidi bollenti, carichi di potenziali inquinanti e, una volta impiegato il loro contenuto energetico, reiniettarli disperdendo nell’ambiente il meno possibile, in piena sicurezza sia per gli operatori che per chi nelle zone geotermiche ci vive.

Stupisce però che in Toscana, una regione geotermica per eccellenza, non si promuova adeguatamente anche il settore della bassa entalpia, quello delle “sonde geotermiche” per intendersi, che consentirebbe, aduna porzione rilevante della popolazione, un notevole risparmio energetico (ed economico).

Viene da domandarsi se sia proprio per questo che il settore pompe di calore geotermico non si sviluppa. La geologia è forse faccenda troppo importante per lasciare che se ne occupino i geologi? Forse elettoralmente paga di più vietare che capire?

Questo è un approccio proibizionista che non permette di svilupparsi ed essere concorrenziali in una Europa dove, in questo settore, siamo indietro rispetto a tutti: in Svizzera, in Norvegia, in Svezia, in Germania moltissime abitazioni sono riscaldate con le sonde geotermiche, con costi energetici molto ridotti.

Non dimentichiamo che una positiva ricaduta occupazionale esiste anche nel settore professionale in materia di progettazione e monitoraggio della sostenibilità ambientale della geotermia, ma è fondamentale che progettazione, sviluppo e controllo possano contare sull’autonomia intellettuale di professionisti indipendenti, svincolati dall'influenza di un datore di lavoro interessato solo a spendere di meno.

Non abbiamo bisogno di proibizioni, abbiamo bisogno di una politica energetica dell’ambiente e del lavoro che insieme offrano al cittadino una buona qualità di vita, garantendo qualità delle prestazioni offerte e trasparenza dei controlli, che solo un monitoraggio costante, competente, professionale, indipendente può offrire.

Ecco perché gli abitanti delle aree geotermiche devono, o meglio dovrebbero essere contenti di viverci e disporre di una qualità di vita anche superiore agli abitanti delle altre aree: sembrerebbe ovvio, vista la ricchezza che hanno in casa, purtroppo se qualche volta così è stato, oggi non sempre lo è".