Primo e Mora, love story tra le acque del padule

La magnifica coppia di falchi pescatori si sta preparando a deporre le uova. Le telecamere puntate sul nido regalano un reality di straordinaria bellezza

CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. Un’inusuale storia d’amore vede protagonisti da un paio di settimane un giovane nativo di Maremma e una femmina corsa. Fanno coppia nel padule della Diacca Botrona.

Lui è famoso fin dalla nascita. Si chiama Primo e venne alla luce alle Saline di San Paolo - zona Bocca d’Ombrone - nella primavera del 2011, prima riproduzione in Italia della sua specie dopo 42 anni di mancate nidificazioni. Lei si chiama Mora, è nata nel 2013 in una scogliera della Corsica del Sud e a “battezzarla” e inanellarla, quando era ancora un pullo, è stato lo stesso ricercatore che ha seguito la crescita del “fidanzato”, cioè il dottor Flavio Monti. Coincidenze straordinarie. Ma neppure poi tanto, se si pensa che di questi rapaci ne sono rimasti poche decine nel Mediterraneo. Stiamo parlando di una coppia di falchi pescatori, una di quelle (attualmente sono tre le coppie) che ha fatto il nido nel comprensorio di Castiglione e si prepara a deporre le uova laddove si mischiano acqua dolce e acqua salata.

La storia. «In provincia di Grosseto c’è grande attenzione intorno ai falchi pescatori – spiega il presidente di Federparchi Giampiero Sammuri, promotore del progetto - da quando, nel 2004, fu firmato un accordo internazionale di reintroduzione, coronato con la nidificazione del 2011 e la nascita di Primo e Gradelle. Il falchetto protagonista della nostra storia e la sorella (trovata morta in Gambia nel febbraio del 2012) sono sempre state due star. In occasione della nascita si erano mobilitati i media italiani e francesi. Purtroppo la mortalità è elevata in questa specie, oltre il 50% nel primo anno di vita. Rammarico è dunque sul fatto che Gradelle non sia riuscita a superare il primo anno di vita, il più difficile, peraltro dopo aver volato per oltre 4.300 km sopra il Mediterraneo e l’Africa. Adesso, però, Primo ci sta dando soddisfazioni».

Gli anelli. Il falchetto vip si presume che non abbia percorso grandi distanze, se è vero che oggi si accoppia per la prima volta a meno di 15 km dal luogo dove cinque anni fa si schiuse l’uovo che lo conteneva. Sabato scorso a Primo e Mora sono stati rilucidati gli anelli, come due promessi sposi: lui ne ha uno blu con scritta bianca (Iaa), lei verde con la scritta Cam. Ora hanno anche i gps e sarà più facile monitorare le abitudini e frequentazione del sito di nidificazione. Mora, la femmina, sebbene in anticipo sulla stagione riproduttiva, già assume la posizione di cova dopo aver sistemato il materiale di riempimento del nido.

Il reality. Ma non finisce qui: una telecamera li riprende giorno e notte riversando le immagini in una cabina di regia, dove i filmati più significativi vengono poi estrapolati e diffusi. Lo spione (si fa per dire) è il faunista grossetano Vincenzo Rizzo Pinna. «Nel caso specifico - spiega - oltre a occuparmi della fase di estrazione dati dalle registrazioni dell’intera stagione riproduttiva per la ricerca scientifica, coordinerò il progetto per realizzare i videomonitoraggi in Diaccia Botrona».

Identikit della specie. Il falco pescatore è un uccello che arriva a pesare al massimo un paio di chili, ma che può avere un’apertura alare fino a un metro e 60 centimetri. Ad oggi la riserva naturale della Diaccia Botrona è l’unico luogo d’Italia, oltre al Parco della Maremma, dove nidifica. Tra marzo e aprile si vedranno i primi risultati. Lo scorso anno, nei tre nidi presenti in Maremma, nacquero ben sei pulcini, poi cresciuti fino a prendere il volo.