Geotermia, nel 2015 record di produzione Ma è polemica

Con Bagnore 4 superato il primato. Enel: è fonte rinnovabile Ambientalisti: 65% dei pozzi chiusi, segno che si esauriscono

GROSSETO. Un record di efficienza e un vanto nazionale per gli uni; il sintomo di un territorio consumato delle sue risorse e messo a rischio dall’attività umana per gli altri. È una doppia lettura quella che Enel green power, società leader in Italia nel campo della geotermia, e il Forum Ambientalista di Grosseto, danno del nuovo record nella produzione di elettricità da fonte geotermica nel 2015. Le 34 centrali in esercizio in Toscana l’anno scorso hanno registrato una produzione di 5.820 Gigawatt/ora, dato che supera il primato dell’anno precedente quando la produzione era stata di 5.548 GWh.

Un nuovo record di produzione da fonte geotermica in Italia, che segna un aumento di quasi 300 GWh rispetto al 2014 e che è stato possibile grazie all’ultima nata in casa Enel green power, la centrale di Bagnore 4, aperta a fine 2014 tra Santa Fiora e Arcidosso. Hanno contribuito anche l’ottimizzazione tecnologica degli impianti e la disponibilità dei pozzi minerari gestiti da Enel.

Un risultato storico, dice l’azienda, «perché negli oltre cento anni di attività industriale mai era stato raggiunto un livello così elevato di produzione, segno evidente della rinnovabilità della risorsa che non si esaurisce con il passare degli anni».

Una “conferma” che però il Forum Ambientalista di Grosseto, che fa capo a Roberto Barocci e che da anni monitora la produzione geotermica delle centrali amiatine, ha sempre messo in discussione. Prova ne sarebbe che, secondo quanto riporta la Regione Toscana nella documentazione allegata alla legge 15 del 2015 (Disposizioni urgenti in materia di geotermia), in Toscana esistono circa 1.000 pozzi geotermici, scavati per la maggior parte (79 per cento) tra il 1940 e il 2000, ma solo il 35 per centro è produttivo e in funzione. Gli altri, il 65 per cento, sono stati chiusi, hanno destinazione da definire, sono di reiniezione, servono al controllo campo. L’ultimo dato disponibile è riferito a fine 2014, quando erano attivi in Toscana 299 pozzi. La chiusura, nel tempo, dei pozzi e lo scavo di pozzi nuovi è, per il Forum, la prova che la risorsa geotermica si esaurisce. Perché, altrimenti, i pozzi verrebbero chiusi e se ne costruirebbero altri? Non solo. Mentre negli anni ’30, agli albori della geotermia, bastava scavare poche decine di metri per trovare vapore, col passare degli anni si è dovuti andare sempre più in profondità. La stessa Regione lo certifica nello studio allegato alla legge. Negli ultimi vent’anni i pozzi hanno raggiunto 4000, anche 5.000 metri di profondità per riuscire a trovare il vapore acqueo. La Toscana, Amiata compresa, è dunque perforata da oltre 900 pozzi – dice il Forum – che attraversano falde acquifere importantissime (l’Amiata è il bacino d’acqua potabile di riferimento per il centro Italia) «con il rischio di contaminazione delle falde – dice il Forum – La Regione ha mai chiesto a Enel un bilancio idrico, come prevede la legge Galli?».