I maremmani e i soldi «Noi ci accontentiamo»

Ai soldi e ai risparmi è dedicata l'indagine di Unipol Sai

Il 59% di chi vive in provincia di Grosseto non chiede più benessere al nuovo anno ma (solo) di non perdere ciò che ha. Lo rivela una recente indagine di Unipol Sai

GROSSETO. I maremmani hanno un desiderio per il 2016: mantenere il tenore di vita che attualmente hanno. Non pretendono di aumentarlo, piuttosto sperano di potersi permettere nel 2016 lo stile di vita avuto nel 2015. È il feeling in tema di soldi di circa tre quinti di chi vive tra Monterotondo e Capalbio, Amiata inclusa: il 59 per cento, per la precisione, stando ai risultati dell’ultima ricerca dell’Osservatorio Unipol Sai 2015 che ha misurato feedback e attese dei maremmani anche sul fronte del risparmio. E c’è un altro dato curioso che emerge: a Grosseto soffia un vento di ottimismo più forte che a Livorno, Siena e Arezzo.

L’indagine. Per rilevare dati sul territorio nazionale l’Osservatorio Unipol Sai si avvale di Nextplora, istituto specializzato nelle metodologie che indagano l’opinione e il comportamento dei cittadini. La ricerca da cui è emerso anche il dato grossetano è stata condotta su un campione rappresentativo dell’italiano medio di 4.186 intervistati. Si tratta di un target senza dubbio significativo a livello nazionale, scientificamente un po’ più annacquato per un focus territoriale, ma comunque degno di attenzione; una tendenza insomma emerge.

Va bene così. Obiettivo clou della ricerca – coerente con il “mestiere” del committente (la compagnia assicurativa del Gruppo Unipol Sai) – era: identificare le esigenze e il comportamento degli italiani in fatto di risparmio scattando al contempo un’istantanea delle singole province del Belpaese, tema di estremo interesse alla luce anche dei soldi bruciati da famiglie e pensionati con le obbligazioni Etruria, per esempio. Insomma, dalla ricerca emerge che al primo posto nella top dei desiderata economici dei grossetani c’è il mantenimento dell’attuale tenore di vita (59%). Che in Maremma non ci sia voglia di sfibrarsi tanto facendosi strozzare il fiato dalle ansie economiche (scandalo obbligazioni escluse) lo testimonia un altro dato che emerge dall’indagine commissionata da Unipol Sai: c’è persino una quota (pur piccola, il 13%)di maremmani che sarebbe soddisfatta anche a fronte di una riduzione del benessere, purché le disponibilità economiche rimangano sufficienti a soddisfare le necessità primarie. C’era una volta, insomma, il sogno di vincere la lotteria della Befana. Che in Maremma si sia scoperto il segreto della felicità per cui chi si accontenta gode della vita? Scherzi a parte, questa è un’indagine, e come tutte le indagini – soprattutto quelle sulle “percezioni”, sui sogni, i desideri e le propensioni – racconta qualcosa ma trascura qualcosa d’altro.

Il confronto. Abbiamo chiesto a Unipol Sai di fornirci anche i risultati del confronto con le altre province toscane. In particolare, quelle del Sud della Toscana – Siena e Arezzo – e quella con cui salderemo il nostro sistema delle imprese (Livorno, vedi fusione delle due Camere di Commercio). Ebbene, agli intervistati è stato detto: parliamo dei risparmi per il tuo futuro e per quello della tua famiglia; cosa ti aspetti? I meno pessimisti sono i maremmani: il 18% ritiene che non si tornerà mai più ai livelli pre-crisi e che avremo meno soldi di prima, ma a Siena lo temono il 26%, ad Arezzo il 39% degli intervistati e nella città labronica addirittura un livornese su due. Lo avreste detto?

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