Bilanci dell’Asl 9 Nove indagati per l’ipotesi di falso

La Procura contesta ad alti dirigenti e revisori dei conti una rappresentazione economica non conforme alla realtà

GROSSETO. Cosa sono i “proventi straordinari”? Sono quelle voci di bilancio che includono quelle poste che possono sopraggiungere durante un esercizio: possono esserci e possono non esserci, vanno comunque previsti. E chiaramente, se arrivano, devono essere “spostate” altrove, all’interno del conto.

Falso ideologico. Questi “proventi straordinari”, indicati qua piuttosto che là, hanno finito per mettere nei guai i vertici della Asl 9 nel periodo 2009-2011 e il collegio dei revisori dei conti che quei bilanci avevano certificato. Bilanci chiusi in pareggio per effetto di queste operazioni di ingegneria contabile. Sono indagati in nove per un’ipotesi di falso ideologico commesso da pubblico ufficiale. Il sostituto procuratore Maria Navarro - che ha ereditato il fascicolo dal collega Stefano Pizza - ipotizza non un falso in bilancio ma una rappresentazione economica e finanziaria non conforme alla realtà.

Nove indagati. L’avviso di garanzia e di fine indagini è stato recapitato nei giorni precedenti al Natale a Fausto Mariotti, (direttore generale), Francesco Ghelardi (direttore amministrativo), Danilo Zuccherelli (direttore sanitario), Daniele Testi (direttore gestioni economiche e finanziarie), Maria Teresa Albiani (direttore facente funzioni gestioni economiche e finanziarie) - tutti dirigenti Asl - e ad Alessandro Andrei (presidente), Gianluca Ancarani, Clemente Fiorilli e Ilaria D’Andrea -tutti componenti dei collegi dei revisori dei conti.

Tre bilanci ai raggi X. Nel mirino della guardia di finanza di Grosseto i bilanci e le relative relazioni. Oltre due anni di lavoro, partito su input della Procura di Massa, quella che aveva indagato sul maxi buco della Asl locale. Le informative erano state distribuite a tutte le Procure toscane e così anche quella grossetana aveva dato via alle indagini. I magistrati di via Monterosa avevano messo all’opera un proprio consulente. Adesso gli avvisi di fine indagini segnano una prima fase conclusiva del procedimento.

Milioni in ballo. Sono cifre consistenti, secondo la Procura, quelle che invece avrebbero determinato ogni volta uno sbilancio. Qualche esempio. Il bilancio 2009 (Mariotti, Ghelardi, Zuccherelli e Testi) aveva evidenziato una perdita di 148 euro: quella effettiva sarebbe stata invece di 2,8 milioni, con un patrimonio netto di 43,8 milioni invece dei 45,3 indicati. In concorso con loro i revisori dei conti (Andrei, Ancarani e Fiorilli) che avrebbero attestato - consapevolmente, secondo l’ipotesi di indagine - la corrispondenza del bilancio ai risultati e ai criteri e avevano espresso parere favorevole per l’approvazione del bilancio. Per il 2010 (Mariotti, Ghelardi, Zuccherelli e Albiani) la perdita certificata era di soli 478 euro: sarebbe stata invece di 3,9 milioni di euro - sempre per effetto della contabilizzazione ritenuta errata dalla Procura -, le perdite a nuovo sarebbero state 125 milioni invece che 122 milioni, il patrimonio netto sarebbe stato di 38,9 milioni anziché 44,3 milioni. Anche in questo caso i revisori (Andrei, Ancarani, Fiorilli e D’Andrea) avrebbero avallato una scelta illegittima. L’ultimo bilancio è quello del 2011 (Mariotti, Ghelardi, Zuccherelli e Albiani - Andrei, Ancarani, Fiorilli e D’Andrea come revisori): il bilancio non sarebbe stato in parità (appena 467 euro di perdita) ma sarebbe stato sotto di 2,3 milioni di euro, con perdite a nuovo di 129 milioni invece che di 122 milioni e con un patrimonio netto ritenuto effettivo di 40,7 milioni piuttosto che quello di 45,1 milioni indicati.