Grosseto, stangata record

Calcolo choc di Cittadinanza Attiva: qui la Tari più cara del centro-nord

GROSSETO. Cosa ci si può fare con 279 euro? Offrire una cena agli amici, passare un fine settimana fuori, comprarsi quel paio di scarpe inavvicinabili. Oppure risparmiarli, tenerseli nel borsello, pagarci le spese mediche. Ognuno provi a immaginarlo e, nel frattempo, si prepari un antiacido. Perché con quei 279 euro che i bellunesi avranno in tasca dopo aver pagato i loro 150 euro di Tassa sui rifiuti, i grossetani dovranno saldarci il conto salatissimo. La Tari a Grosseto, infatti, costa ben 429 euro, appunto 279 in più rispetto a Belluno.

Dopo il catastrofico risultato registrato in provincia per la differenziata del 2014 – dati dell’Agenzia regionale recupero risorse divulgati da Arpat alcuni giorni fa – in cui la Maremma risulta ultima in Toscana (nemmeno 29% contro il 65% che si sarebbe dovuto raggiungere già nel 2012), stavolta è Cittadinanza Attiva a fare i conti in tasca agli abitanti del capoluogo. E risultato è preoccupante. Secondo l’osservatorio prezzi e tariffe dell’associazione – su elaborazione di dati dell’Ispra – a Grosseto nel 2015 si paga la Tari più costosa della Toscana e dell’Italia centro settentrionale: in media 429 euro, a fronte dei 229 di Firenze (la meno cara), i 253 di Siena e i 326 di Arezzo – che sono nello stesso Ato rifiuti del capoluogo maremmano – e alla media toscana, pari a 329 euro.

A Grosseto 100 euro in più. Insomma, rispetto al resto della regione a Grosseto la Tari costa 100 euro di più. Ma c’è dell’altro. La Tari a Grosseto è rincarata anche rispetto all’anno scorso. Dodici mesi fa costava in media 414 euro, dunque in un anno è lievitata del 3,7%. Nel panorama dei rincari a livello nazionale i grossetani sono ventiseiesimi.

Il modello di riferimento. Le rilevazioni di Cittadinanza attiva prendono come riferimento una famiglia composta da tre persone, con un reddito lordo complessivo di 44.200 euro e una casa di proprietà di 100 metri quadrati.

Carissima Toscana. A livello nazionale la Toscana, secondo l’indagine di Cittadinanza attiva, è la quarta regione più cara, con una Tari, nel 2015, pari a 329 euro. In cima alla classifica ci sono Sicilia (378 euro), Puglia (347) e Sardegna (343). Non va meglio all’interno della Toscana. Grosseto è seguita Pisa (408 euro) Carrara (394), Massa (352), Livorno (351), Arezzo (326), Prato (303), Pistoia (292), Lucca (283), Siena (253) e Firenze (229).

Grosseto maglia nera. Il vero choc, però, arriva leggendo i dati relativi alle dieci città con la Tari più costosa d’Italia. Quest’anno Grosseto è la nona città più cara per la Tari di tutta Italia, preceduta solo da Reggio Calabria (604 euro), Cagliari (497), Siracusa (477), Salerno (468), Trani (456), Benevento (450), Napoli (448) e Catania (435), e seguita da Matera (419). È di poca consolazione che l’anno scorso i grossetani fossero all’ottavo posto: quest’anno sono sì slittati di una posizione, ma pagano 15 euro di più.

A Belluno Tari soft. La stessa famiglia tipo (tre persone, casa di proprietà di 100 metri quadrati e reddito da 44.200 euro) residente a Belluno nel 2015 paga invece in media 150 euro; a Isernia 152, a Udine 165, a Vibo Valentia 166.

558 chili di rifiuti a testa. L’unica cosa che cala a Grosseto, secondo Cittadinanza attiva su dati di Legambiente, è – dal 2013 al 2014 – la produzione dei rifiuti urbani pro capite. Ogni grossetano nel 2014 ha prodotto 558 chili di rifiuti, il 6,2% in meno rispetto al 2013. Di contro, però, è calata anche la differenziata: nel 2014 se ne è fatta, nel capoluogo, il 3,5% in meno rispetto al 2013, pari al 32,4% dei rifiuti, appena un po’ di più rispetto alla raccolta in provincia (secondo i dati dell’Arrr ferma al 28,97 per cento). Cittadinanza attiva cita anche l’Ispra, secondo cui nel 2014 in Italia sono state prodotte 29,7 milioni di tonnellate di rifiuti urbani, con una media pro capite di 488 chili, meno rispetto a quanti ne producono i grossetani.

Chi differenzia gode. Va da sé il costo della tassa è direttamente proporzionato sia alla quantità di rifiuti sia al costo dello smaltimento. Non a caso Cittadinanza attiva cita i dati sulla differenziata. Le città che fanno la raccolta virtuosa, dividendo plastica, vetro, carta e così via, hanno una Tasi più bassa. I bellunesi, che come detto pagano la Tari più bassa d’Italia (150 euro), oltre a produrre meno rifiuti dei grossetani (396 chili pro capite) hanno la differenziata al 78,8 per cento. Rispetto al 2013 l’hanno incrementata di 8,2 punti percentuali e infatti quest’anno hanno risparmiato 25 euro rispetto al 2014.