Etruria, c’è una chance per i risparmiatori

Una filiale della Banca Etruria (foto d'archivio)

Sono 160 gli investitori maremmani che ricorrono ai legali, Federconsumatori anticipa il piano di tutela proposto da Roma

GROSSETO. Cresce da un giorno all’altro la platea dei piccoli risparmiatori maremmani a cui è rimasto in mano il cerino delle obbligazioni targate Banca Etruria, l’unico istituto bancario toscano nel mazzo dei quattro che beneficeranno del piano salva-banche escogitato in Zona Cesarini e costato al sistema bancario del Belpaese un oceano di denaro: 3,6 miliardi di euro tra cash e crediti (fonte, Il Sole24ore). In Maremma sono 160 gli investitori che si sono rivolti agli sportelli di Federconsumatori (che ne ha ricevuti un centinaio) e di Confconsumatori (che ne conta una sessantina) per chiedere tutela, anche legale. Il numero dei risparmiatori beffati dalle obbligazioni rivelatesi “tossiche” di Banca Etruria potrebbe essere destinato a salire: 160 sono coloro che hanno bussato allo sportello di due delle associazioni per i diritti del cittadino-consumatore. Per chi ha perso i risparmi di una vita, una parte o l’intera liquidazione adesso però si profila una soluzione. È arrivata da Roma ed è l’unica chance che possa fornire qualche garanzia, secondo Federconsumatori Grosseto.

La chance da Roma. È del 2 dicembre, di ieri, la notizia che il Governo ha deciso di valutare possibili misure che tutelino gli investitori più deboli che potrebbero pagare caro il salvataggio delle banche: è l’intento del vice ministro dell’economia Enrico Morando, espresso alla Camera, in Commissione Bilancio, mentre si discuteva della Legge di Stabilità.

Qui Grosseto. Si preannuncia come un’impresa ciclopica recuperare parte del denaro investito e perso, secondo Giuseppe De Martis, presidente di Federconsumatori Grosseto: «Ci si potrà fare ben poco e con tempi assai lunghi – valuta – a meno che il Governo non decida di inserire delle modiche al decreto legge che contiene il piano di salvataggio delle banche, in sede di conversione e a tutela dei risparmiatori danneggiati e beffati». E ciò che Federconsumatori auspica sembra profilarsi, almeno nell’”ipotesi Morando”. Non resta che attendere. E sperare.

Lo sdegno. Brutta storia quella dei piccoli investitori che hanno visto andare in fumo decine di migliaia di euro. Il Tirreno ha raccontato la vicenda di un operaio pensionato di Porto Santo Stefano che ha perso 70.000 euro con i titoli Etruria: azioni suoi e dei figli, è rovinato lui e la sua famiglia. E questo è solo un caso. «Banca d’Italia – osserva De Martis – già quattro anni fa aveva rilevato gravi inadempienze negli istituti di credito in questione. Il Governo ha aspettato quasi un anno per attivare le norme europee di salvataggio. Le principali responsabilità di questo saccheggio del risparmio è da ricercare nella cattiva gestione delle banche: sprechi, incompetenze, gestione clientelare che avevano già ridotto grandemente il valore dei titoli». E la storia in questi casi non insegna mai: vedi, cambiate le cose che bisogna cambiare, il travaglio dei pensionati Parmalat.

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