Eremita di Scarlino, il caso si chiude: Carlos resta nel bosco

I genitori dell’uomo trovato alle Bandite sono ripartiti. Lui non si è fatto trovare, ma la famiglia è comunque felice di saperlo vivo. Il sindaco: «Non cerchiamo più nessuno, la sua è una libera scelta»

SCARLINO. La storia di Carlos Sanchez Ortiz de Salazar, almeno per ora, finisce qua. Da oggi resterà solo il ricordo di questi giorni tribolati e la scelta convinta di un uomo di 45 anni di vivere lontano dall’umanità, nascosto nei boschi.

I GENITORI TORNANO IN SPAGNA

I genitori e la sorella se ne sono tornati in Spagna, abbandonando così le ricerche di quel figlio scomparso dal lontano 1998. Dopo due giorni di incontri e via vai per la macchia, la famiglia Sanchez ha deciso di lasciare l’Italia, convinta ormai che se davvero Carlos è ancora nei boschi è praticamente impossibile trovarlo. Se ne vanno comunque «soddisfatti», come racconta qualcuno, i Sanchez: la notizia che quel figlio ritenuto morto sia in realtà vivo ha scalfito il dolore insopportabile che attanagliava i loro cuori e pur rimanendo increduli della sua scelta di vita, hanno deciso di lasciare il suo destino alle colline maremmane.

È stata una settimana che papà Carlos e mamma Olga non dimenticheranno mai. Esattamente sette giorni fa, grazie all’impegno di varie associazioni di volontariato, sono riusciti a sapere che quel figlio scomparso e dichiarato ufficialmente deceduto dallo Stato iberico era in realtà nascosto nei boschi delle Bandite di Scarlino, non troppo lontano da Cala Violina. Quando i membri dell’associazione Sos Desaparecisodos, avuta la conferma che quell’uomo era davvero Carlos Sanchez, hanno dato la notizia del ritrovamento ai due anziani genitori, entrambi hanno iniziato a piangere, sconvolti. Più o meno la stessa reazione di quando si sono ritrovati di fronte all’accampamento dove due fungaioli lo hanno stanato per puro caso.

Loro erano in cerca di porcini e abbandonati i sentieri che si snodano nel bosco, a un certo punto sono arrivati di fronte a una montagna di rifiuti. Al primo sguardo era una vera discarica a cielo aperto: secchi sporchi, bottiglie di plastica consumate, stracci, teli di nylon a non finire. Oggetti – o quel che ne rimane – che l’eremita di Scarlino utilizzava per far fronte alla vita nel bosco, dalla raccolta dell’acqua potabile alla conservazione dei cibi che riusciva a mettere insieme rufolando nei cassonetti, di notte, nelle zone del Puntone e Pian d’Alma.

IL SINDACO: "STOP ALLE RICERCHE"

È stata proprio questa discarica a spingere i fungaioli a chiamare gli operai delle Bandite, che a loro volta hanno chiesto le generalità a Carlos e dato involontariamente il via a questa storia pazzesca. Una storia che in Spagna sta rimbalzando sui principali quotidiani, da El Mundo a El Pais (FOTO). Un interesse che va al di là della semplice curiosità: Carlos, infatti, è ritenuto morto a tutti gli effetti. Si legge chiaramente nel certificato rilasciato nel 2005 dallo Stato spagnolo: non avendo più sue notizie dal 1998, anno in cui risiedeva a Siviglia dove si era appena laureato in medicina, dopo sette anni di ricerche inutili è arrivato il decesso d’ufficio.

VIDEO: LE INTERVISTE DI EL PAIS SULL'EREMITA DI SCARLINO

Ora invece salta fuori che è vivo, anche se non è possibile averne una certificazione. Un inghippo burocratico sui cui stanno lavorando gli uffici del governo iberico, che molto probabilmente ben presto si metteranno in contatto con gli omologhi italiani. «Questa non è competenza del Comune e noi non vogliamo perseguitare nessuno» dice il sindaco di Scarlino Marcello Stella. «Noi continueremo a sorvegliare e segnalare tutto quello che accade all’interno delle Bandite, com’è nostro compito, ma non cercheremo nessuno. È una libera scelta, dopo tutto». Stella ha incontrato il cognato di Carlos, il marito della sorella Olga, con cui si sono scambiati i contatti, in modo che alla minima novità, una parte potrà subito avvertire l’altra. Da oggi, comunque, nessuno cerca più l’eremita. Forse salterà fuori all’improvviso o forse se n’è già andato lontano, salutando la Maremma. Ovunque sia, lascia al mondo fuori dai boschi una nuova storia da raccontare, quasi dal sapore di leggenda.

LA STORIA IN PILLOLE

COSA SAPPIAMO DELL'EREMITA (vai sulla foto e clicca sulle frecce rosse per le info)