Eremita di Scarlino, i genitori cercano invano nel bosco

I Sanchez hanno trascorso la domenica nella macchia delle Bandite, ma del figlio Carlos (scappato da casa appena laureato in medicina) nessuna traccia

SCARLINO. Girando per le molte strade che si snodano tra le colline, la famiglia di Carlos ha capito che la missione è quasi proibitiva. I boschi si perdono a vista d’occhio in ogni direzione e sono tanti fitti da ridurre al minimo le speranze di poter vedere, anche solo per un momento, quel figlio creduto morto. «Vogliamo solo sapere se sta bene», ripetono i genitori dello spagnolo che da anni vive nella macchia scarlinese. Ma vogliono vedere anche con i loro occhi quei posti in cui ha deciso di nascondersi, così per tutta la giornata di domenica 8 hanno attraversato insieme ai volontari dell’associazione Penelope Toscana i sentieri delle Bandite, dove Carlos è stato visto l’ultima volta, spostandosi poi nei paraggi di Portiglioni, del Puntone, di Pian d’Alma, fino al confine con Castiglione della Pescaia.

Com’era facile immaginare, dell’eremita neanche una traccia. Il caldo e strano sole di novembre accompagna il loro viaggio tra queste colline ricoperte di boschi e sia nei genitori che nella sorella Olga inizia a crescere la consapevolezza che non sarà affatto semplice riuscire a riabbracciare Carlos. Prima di tutto perché, quasi certamente, Carlos Sanchez Ortiz de Salazar non ha la minima idea che la sua famiglia sia arrivata in Italia da Bilbao per poterlo ritrovare; è ignaro del trambusto e la curiosità che il suo nome ha fomentato in quel mondo da cui ha deciso di allontanarsi nel 1998, appena laureato in medicina.

I genitori hanno raccontato di una forte depressione che ha assalito il figlio quando abitava a Siviglia, sua ultima dimora spagnola, riportando ad essa le cause della sua scelta di vita. Ma soprattutto, a spegnere le speranze della famiglia c’è la vastità della macchia maremmana. «Potrebbe essere ovunque» sussurra uno dei volontari di Penelope che accompagna genitori e sorella in questo viaggio, che si è fatta carico anche della loro permanenza a Scarlino, tra vitto e alloggio. E dato che quella di Carlos è una decisione personale, nessuno è autorizzato a indire delle ricerche per stanarlo. «Se vuole fare quella vita la farà, noi vogliamo solo vedere se sta bene» spiegano i genitori.

COSA SAPPIAMO DELL'EREMITA (vai sulla foto e clicca sulle frecce rosse per le info)

I Sanchez decideranno soltanto lunedì 8 per quanto prolungare la loro visita, dopo aver incontrato autorità e quei dipendenti delle Bandite che hanno avuto l’occasione di parlare con Carlos e ai quali ha detto chiaramente: «ora che mi avete trovato me ne andrò». Per dove è difficile dirlo.

L’incredibile storia di questo uomo, scomparso nel nulla 18 anni fa, dichiarato ufficialmente morto da 5 anni dallo Stato spagnolo, capace di sopravvivere da solo nei boschi, ritrovato perché il caso ha deciso di mettere su un sentiero diverso due fungaioli, sta intanto facendo il giro del mondo, solleticando fantasia e discussioni. Dal quotidiano iberico El Mundo fino ai gruppi facebook scarlinesi, la gente è divisa tra la comprensione del dolore e dello choc della famiglia e del diritto dell’eremita a vivere come tale. Ma Carlos, ovviamente, non ne ha idea.

LA STORIA IN PILLOLE