Lo credevano morto, i genitori cercano l'eremita di Scarlino

Il tratto di costa che comprende l'area delle Bandite di Scarlino

Carlos manca ormai dalla Spagna da 18 anni: i suoi anziani genitori arriveranno presto in provincia di Grosseto per incontrarlo

SCARLINO. Il web fa miracoli. Chiedetelo a due anziani di Bilbao, che grazie a Facebook e ad associazioni specializzate, hanno scoperto che il loro figlio non è morto come credevano, ma ha soltanto scelto di vivere come un eremita. Ha scelto una vita di solitudine, immerso nella grazia dei boschi, in un punto tanto lontano in cui – credeva – nessuno lo avrebbe mai trovato.

Invece, due fungaioli sono inciampati nel suo accampamento e hanno spezzato l’incanto, rovinando la sua pace ma dando nuove speranze ai due anziani, che ora stanno valutando se arrivare in Maremma per seguire le sue tracce. L’uomo che viveva nel suo incanto fino a un mese fa è Carlos, l’eremita delle Bandite di Scarlino, mentre la coppia sono i suoi genitori. La storia del solitario scarlinese ha fatto il giro d’Italia e dell’Europa in pochi giorni. Merito del web, ma anche dei tanti volontari impegnati a dare una mano alle famiglie di persone scomparse. Sono stati proprio loro a rimettere insieme i pezzi di questo puzzle: l’articolo pubblicato online dal Tirreno, infatti, è stato condiviso su molti gruppi Facebook dove si raccolgono informazioni su gente ormai sparita ed è qui che un’associazione spagnola è riuscita a sapere del ritrovamento di Carlos, rimasto per molti anni (ma non si sa quanti di preciso, anche se lui ha detto che erano diciotto) nascosto tra la fitta vegetazione delle Bandite di Scarlino, nella zona che dà verso le cale.

MAPPA Dove ha vissuto l'eremita

Fino a un mese fa, nessuno (o quasi) si era mai accorto della sua esistenza, finché due ricercatori di funghi, abbandonato il sentiero classico per spingersi nel cuore della macchia, si sono imbattuti nell’accampamento dell’eremita, composto da una tenda, delle taniche e vecchie scatole di cibo raccolte dai bidoni dell’immondizia durante la notte. È stato in quel momento che la solitudine di Carlos è stata infranta. Poche ore dopo è arrivato anche il capo operaio delle Bandite, chiedendogli le generalità: lui ha tirato fuori il passaporto quasi stinto e ha mostrato il suo nome, Carlos, e il suo luogo di provenienza, la Spagna. «Ora che mi avete scoperto però me ne andrò» ha detto ai tre uomini e così ha fatto, un paio di giorni dopo, richiudendo l’accampamento nel suo zaino.

Intanto, però, la storia è arrivata sul web, è stata vista dall’associazione spagnola e dopo un veloce confronto con una vecchia denuncia di sparizione si è subito rivolta ad un’omologa italiana, la Penelope Toscana, chiedendo aiuto. A loro volta, i volontari toscani hanno contattato le autorità scarlinesi, a cui erano state girate le generalità, e tutti i dati combaciavano alla perfezione: l’eremita di Scarlino è Carlos, un ragazzo fuggito dalla sua casa di Bilbao nel 1997 (anno in cui ha detto di essere arrivato nei boschi delle Bandite). A quel punto l’associazione spagnola ha preso contatti con i genitori, dandogli una notizia che ormai non speravano più di avere. Loro infatti da diciotto anni non sanno nulla di loro figlio, mai avuto un contatto. Anzi, così come avviene in Italia, dopo dieci anni di silenzio uno scomparso viene certificato come defunto. In Spagna, giuridicamente, Carlos risulta morto. Invece era nella macchia Maremmana e ora i suoi genitori sono tentati di mettersi sulle sue tracce.

VIDEO Come vive un eremita