Il sondaggio non piace, sì alle primarie

Amministrative Grosseto, una sessantina di delegati ieri all’attesa assemblea comunale: molti criticano il metodo Biliotti e invocano scelte rapide

GROSSETO. Il modo in cui si sta conducendo il partito a livello comunale non soddisfa una parte dell’assemblea del Pd e ieri sera, alla riunione dei cento dell’unione comunale (in realtà i dirigenti presenti erano una sessantina), il malcontento è stato sottolineato senza giri di parole.

A differenza di assemblee simili, altrettanto attese e partecipate, l’ordine del giorno è stato rispettato nel dettaglio. In apertura si è parlato velocemente della recente Festa de l’Unità e in coda è stato ufficializzato il nuovo esecutivo. In mezzo la marmellata.

A rompere il ghiaccio è stato Davide Bartolini. Ha detto che il bilancio della Festa de L’Unità risulta in leggero attivo, l’organizzazione «soddisfacente, seppure da migliorare». Saimo Biliotti non ha mancato di evidenziare come la festa sia stata più aperta alle associazioni e alla gente rispetto al passato.

Poi il punto clou: le elezioni amministrative del 2016. Anche qui è stato Biliotti a introdurre. «Riprendiamo il percorso delle regionali, ripartiamo dal documento che approvammo, da quel gruppo di lavoro. Nel frattempo con Psi e Udc è stato avviato un confronto per formare la coalizione, un’alleanza da allargare anche, se possibile, alle forze di sinistra e ad alcune civiche. Entro la fine di novembre o avremo un candidato condiviso oppure andiamo sulle primarie».

Poi due parole sul sondaggio: «Ipsos dovrà aiutarci a valutare le politiche dell'amministrazione, le aspettative dei cittadini, e il profilo, conoscenza e gradimento, di alcune personalità di centrosinistra, centrodestra e M5S. Il risultato verrà discusso e servirà per le riflessioni finali e le decisioni progettuali».

Ad accendere la miccia è stato Roberto Daviddi, che ha evidenziato i propri dubbi sul sondaggio, sulla scelta dei nomi da proporre per una valutazione, sul ruolo (inferiore) che di conseguenza avranno i dirigenti dell’assemblea comunale. Una disamina a tratti impietosa della situazione del partito a Grosseto. «Questo organo ha competenze ben precise, da statuto, e trovo quanto meno anomalo che dobbiamo aspettare un sondaggio per decidere. Allora vuol dire che siamo sotto scacco da Firenze, vuol dire che le nostre valutazioni valgono meno del sondaggio. Mi sembra che ci sia dell’ipocrisia. Io credo che stasera dobbiamo scegliere, tanto più se abbiamo un giudizio positivo dell’amministrazione».

Più morbido, ma sulla stessa lunghezza d’onda, Paolo Borghi. «Mi sembra _ ha detto il vicesindaco _ che si giochi a nascondino in attesa che esca il coniglio dal cilindro. Sento circolare nomi di persone che nulla hanno a che fare col Pd, qualcuno lo abbiamo voluto inserire anche nel nostro sondaggio. Bene, io credo che il sondaggio sia utile per valutare le politiche dell’amministrazione, le aspettative dei cittadini, cosa abbiamo fatto bene e cosa abbiamo sbagliato. Per il resto pensavo che avessimo già gli strumenti per avviare un percorso, come da statuto».

Catiuscia Scoccati ha invitato i dirigenti a non avere fretta, Tei si è detto disponibile a candidarsi in caso di primarie («per non farle serve una deroga»), ha fatto riferimento a pressioni esercitate dai giornali sul Pd (eppure fu proprio lui il primo a rompere gli indugi e a raccontare alla stampa le sue ambizioni) e si è detto infine sicuro del ballottaggio.

Da Stefano Rosini un appello all’unità e perplessità sui nomi dei potenziali candidati «orgogliosamente lontani dal partito». Loriano Valentini dice «no a scorciatoie: l’amministrazione ha lavorato bene ma le decisioni vanno prese con la testa. Per vincere bisogna allargare l’alleanza a sinistra e tenere l’Udc. Oggi non mi interessa parlare di candidati. La stampa ,per evitare polemiche, andrebbe invitata alle assemblee». Infine Luca Ceccarelli: «Gli altri già sono avanti, noi sempre di rincorsa. Primarie strumento necessario. Arriviamoci uniti».

Massimo Alessandri è tra gli ultimi a prendere la parola: «Sbagliato pensare che un sondaggio possa sostituire la politica. Può aiutare, ma non dettare la linea. Auspico unità e scelte rapide, quelle programmatiche da compiere dentro l’assemblea comunale, quelle sui nomi da compiere in primarie». Necessità di un candidato Pd unitario anche per Valentina Culicchi, che prende la parola quando manca poco alle otto: «Il sondaggio si fa ogni giorno, con i cittadini…». Chiude Giovanna Stellini («stringere i tempi per le scelte»), prima che Biliotti riprenda la parola per annunciare il nuovo esecutivo e un «bel documento possibilmente unitario» a metà della prossima settimana. Di mettere ai voti decisioni almeno per ora non se ne parla.