Maya e Theo, i cani eroi del mare

Otto esemplari si addestrano sul promontorio per diventare soccorritori

MONTE ARGENTARIO. Maya, Nayr e Noemi dalla Campania, Theo, Chanel, Kira e Mya dal Lazio e Asia dalla Calabria. Otto bellissimi cani, provenienti dal centro-sud italiano, che un giorno potrebbero salvare delle vite umane.

I bellissimi esemplari di labrador e golden retriver (quadrupedi acquatici per eccellenza, assieme ai terranova) stanno completando all’Argentario il loro addestramento alla Scuola Italiana Cani Salvataggio. La Guardia Costiera dell’ufficio circondariale marittimo di Porto Santo Stefano è l’ultima tappa di un percorso di quasi due anni, che vedrà gli esemplari abilitati al soccorso in mare dalle vedette dalla Capitaneria. Una settimana sul promontorio in cui gli otto amici a quattro zampe completeranno le loro esperienze per andare a lavorare nei loro luoghi di destinazione. «Tutte le unità cinofile del centro Italia - spiega Roberto Gasbarri, responsabile dell’area centro-meridionale per la Scuola Italiana Cani Salvataggio - vengono qua a finire la formazione, dove nell’arco di una settimana di addestramento intensivo fanno tutte le esperienze operative. Il lavoro di oggi (ieri, ndr) riguarda le modalità di intervento a bordo delle motovedette della Guardia Costiera, con cui la scuola ha un accordo a livello nazionale per usare i cani di salvataggio a bordo dei mezzi di soccorso. Queste razze hanno una particolare indole per il lavoro in acqua, lo fanno con molta enfasi, per loro è un gioco. Sono tutti accompagnati da conduttori brevettati come assistenti bagnanti. In tutta Italia ci sono circa 300 unità cinofile già operative, ogni anno abbiamo una media di circa 30 salvataggi». Sarà possibile vedere uno di questi cani operare in futuro all’Argentario? «Il piano operativo non prevede l’immediato utilizzo in questa zona - dice il primo maresciallo Resta, comandante della motovedetta Cb803 della capitaneria di porto - ma è in corso un progetto che ne prevede l’utilizzo in spiaggia e a bordo delle unità navali. Il loro percorso addestrativo è lungo e severo secondo gli standard della scuola e parte dall’educazione di base fino agli interventi dalle motovedette e dagli elicotteri». «L’esercitazione odierna - conclude Resta - prevedeva l’abilitazione per operare a bordo delle vedette della Guardia Costiera: di questi otto cani, sei sono già stati autorizzati». (a.c.)