Massa Marittima sfida l'Ue: è la capitale del "libero scatto"

Mentre l'Europa discute la direttiva che può vietare la pubblicazione di foto a monumenti e non solo, il Comune merammano concede licenza free sul suo patrimonio e si mette in posa

MASSA MARITTIMA. Si chiama “libertà di panorama” e forse non sapevamo neanche di averla. È arrivata agli onori delle cronache solo negli ultimi giorni, quando l’Unione Europea ha messo in programma (per giovedì 9 luglio) la discussione una delibera che di fatto vieterà di pubblicare foto a monumenti storici o architettonici senza un’autorizzazione. Certo, il discorso vale quando l’immagine avrà un uso commerciale, ma in questa categoria rientrano riviste, cataloghi, cartoline, guide turistiche e così via.

C'E' CHI DICE NO. Una decisione molto discussa, che ha trovato non molti oppositori. Tra questo, tutto l’universo che ruota attorno a Wikimedia, il portale web a stretto contatto con la più famosa Wikipedia che ambisce a condividere on line la cultura planetaria, pronta a mettere in scena la sua battaglia a suon di scatti durante il Toscana foto festival che aprirà i battenti sabato 11 luglio, facendo di Massa Marittima la capitale per la libertà di panorama. Una battaglia scandita da conferenze e incontri nella città maremmana, ma che troverà il suo culmine nel Wiki Loves Monuments, il concorso fotografico più grande al mondo, che inizierà con i workshop di fine luglio e terminerà con le premiazioni a ottobre.

Sempre nella Città del Balestro, a cui è dedicata l’edizione 2015 insieme a tutte le Colline Metallifere. «I fotografi, professionisti o dilettanti – spiegano gli organizzatori – potranno scattare foto a tutti i monumenti di Massa Marittima: il duomo, il castello del Monteregio, la Torre, piazza Garibaldi. E le migliori parteciperanno al concorso». Delibera europea o meno, perché qua il Comune ha dato la concessione per immortalare qualsiasi pietra. Il Foto festival di quest’anno sarà quindi un’edizione del tutto particolare. Non nell’organizzazione, ma nei contenuti. Ci saranno mostre, grandi nomi (da Oliviero Toscani a Uwe Ommer) e come sempre ci saranno i workshop. Uno, in particolare, seguirà un tema ben specifico: «come realizzare immagini con licenza libera del patrimonio culturale e condividerle su Wikipedia dando il giusto risalto all’autore». Sarà allestito il 23 e il 24 luglio nel complesso appena restaurato de Le Clarissa, un ex convento, proprio da Wikimedia Italia. Ci sarà anche il presidente dell’associazione, Andrea Zanni, uno dei capi battaglia contro la direttiva che si discute oggi a Bruxelles. «Paradossalmente – dice - questo piccolo ma fondamentale passo indietro nei diritti dei cittadini porterebbe l’Europa più vicina all’Italia, dove già adesso la libertà di panorama non esiste».

IL PRECEDENTE: I CIPRESSI DI SAN QUIRICO D'ORCIA E MCDONALD'S

IL DIVIETO. Ma di quali sarebbero gli effetti di questo disegno di legge? Di fatto, proibirebbe a tutti i ventotto Paesi membri dell’Europa la possibilità di fare e pubblicare (a scopi commerciali) fotografie, senza chiedere autorizzazioni speciali, al patrimonio culturale presente in luoghi pubblici. Non è un cambiamento da poco, anche se in Italia un regime simile è già in vigore. «Ad oggi Wikimedia ha l’autorizzazione per pubblicare le foto di solo 4.500 monumenti italiani a fronte di una potenzialità immensa – spiega Zanni – Il fatto è che, in Italia, la legislazione dei Beni Culturali richiede esplicitamente un’autorizzazione per fotografare e pubblicare su Wikipedia perfino i monumenti di autori deceduti da più di 70 anni (quindi teoricamente in pubblico dominio), significa che nessun cittadino italiano può pubblicare una foto di un bene culturale senza che questo sia stato preventivamente “autorizzato” dalla corrispondente Soprintendenza». Da qui, l’idea di Zanni e company di dedicare la quarta edizione del Wiki Loves Monuments proprio ai monumenti storici.Il concorso, come si legge nel bando, verrà svolto come sempre in tutta Europa (l’esordio è stato nel 2012 in Olanda), ma il suo epicentro italiano sarà a Massa Marittima. «Sarà la sede più importante» assicurano gli organizzatori.

PER APPROFONDIRE: UN LIMITE ANCHE PER I SOCIAL NETWORK

MIGLIAIA DI FOTO. Nella prima edizione italiana sono arrivate settemila foto per la selezione, due anni dopo erano già oltre le ventimila. In Maremma tutto nascerà con il workshop alle Clarisse: il programma prevede un safari fotografico alla scoperta delle bellezze di Massa Marittima, poi un seminario su “Diritto, fotografia e internet” e una “Editathon” sul tema “I fotografi celebri nella storia della fotografia”, ovvero, una maratona di modifica-scrittura di voci su Wikipedia. Il corso è gratuito e i posti disponibili sono venti, di cui dieci riservati ai ragazzi sotto i 25 anni. Una volta terminata questa fase, poi, gli scatti migliori entreranno a far parte della galleria fotografica Wikimedia Commons, dove sono già raccolti le immagini dei più bei monumenti italiani. Un universo di libera cultura in cui non può mancare San Cerbone o il Monteregio. D’altro canto nella Città del Balestro non c’è nessun problema a scattare e pubblicare foto. «Siamo lieti di ospitare Wikimedia proprio in occasione della campagna sulla libertà di panorama di cui siamo sostenitori – dice Marco Paperini, assessore alla Cultura – l'’amministrazione ha concesso la licenza libera su tutti i beni culturali di sua proprietà perché crediamo che possa essere un notevole contributo alla promozione turistica del nostro territorio». Per poter aderire al workshop basta andare sul sito del Toscana Foto Festival oppure su Wikimedia. Ad ottobre ci sarà la premiazione delle opere più belle. «Vale la pena di partecipare» ripetono gli organizzatori. Questa volta non