Il nonno volante: a 91 anni si lancia con il paracadute

Michele Marrini durante il lancio col paracadute sulla laguna di Orbetello

Michele Marrini si getta da 4.000 metri in tandem con il nipote Sandro Bigozzi. "L'ho fatto per ricordare la Resistenza"

ORBETELLO. "Viva la Repubblica, viva la Resistenza”. Con questo grido Michele Marrini, 91 anni, la mattina di martedì 2 giugno (festa della Repubblica) si è lanciato con il paracadute da 4mila metri di altezza alla Parrina, non lontano da Albinia, nell'aviosuperficie Costa d'Argento. Marrini si è gettato nel vuoto in tandem con il nipote istruttore Sandro Bigozzi

Michele, il nonno volante: a 91 anni si lancia con il paracadute

Classe 1924, Marrini ha combattuto la seconda guerra mondiale e ha visto la morte in faccia molte volte. E' uno spirito brillante, coraggioso e tenace. Non c'è paura negli occhi di Michele, anzi, molta voglia di fare e l'entusiasmo di un bambino che, anche stavolta, ha avuto voglia di compiere una cosa da sempre desiderata.

Per il nonno volante si tratta del terzo lancio con il paracadute e la data del 2 giugno non è stata scelta a caso. “E' la festa della Repubblica, della Resistenza, di chi ha combattuto per conquistarla e lasciarla alle generazioni future - ci spiega - Persone che vanno onorate e non dimenticate”.

Michele è arrivato all'Avio superficie poco prima delle 10 della mattina del 2 giugno con un completo grigio, occhiali fashion con stanghetta sulla quale è stampato il tricolore, foulard rosso e un panama sulla testa.

A 91 anni mantiene lo spirito di un ragazzino, ma in realtà la sua vita è strettamente intersecata con la storia dell'Italia che da monarchia è diventata Repubblica. E' la storia di un uomo che ha combattuto contro il fascismo, contro i tedeschi. Un uomo che da ragazzo ha fatto la guerra, che si è dato alla macchia per sfuggire alla morte. Ed è in ricordo di quei momenti, degli amici persi in battaglia e di chi ha combattuto con lui che è gettato con il paracadute in tandem con il nipote Sandro Bigozzi. Il lancio è avvento poco prima delle 13. Dopo un rapido briefing è avvenuta la vestizione e poi via, a bordo dell'areo che lo ha portato in alto. Un salto nel vuoto, un salto per non dimenticare. Una discesa verso quella terra che lo aspettava, quella terra sulla quale ha combattuto insieme agli amici persi ma che Michele ha ben impressi nel suo cuore e oggi, a modo suo lui stesso onora.