Sagra d’Arcille, stop dopo 40 anni

Campagnatico, rinviata a giugno la decisione del Tar. Il Comitato protesta, il sindaco tende una mano

CAMPAGNATICO. Dopo quarant’anni la sagra del 25 aprile e 1º maggio di Arcille per la prima volta non si farà. La cosa era annunciata: a gennaio il consiglio comunale dell’attuale amministrazione guidata da Luca Ricciardi (Pd, Api, Psi) ha annullato la delibera con cui nel 2007 il suo predecessore, Elismo Pesucci (Forza Italia), dava in concessione l’immobile _ di proprietà comunale _ al Comitato festeggiamenti di Arcille con uso gratuito per trent’anni.

Il Comitato ha fatto ricorso al Tar contro questo provvedimento e il 21 aprile si attendeva una decisione. Il Comitato ha però chiesto di poter presentare ulteriori documenti e così l’udienza è stata rinviata al 3 giugno.

Nel frattempo il calendario, come ogni anno, avrebbe previsto in questi giorni la tradizionale sagra e, dal 1º al 3 maggio, la più recente Festa del vino, organizzate dal Comitato festeggiamenti. Che, però, non avendo più la sede a disposizione è stato costretto a fermarsi.

«L’amministrazione comunale di Campagnatico ha ucciso questa tradizionale manifestazione conosciuta in tutta la Maremma, non permettendo il rilascio delle necessarie autorizzazioni», lamenta il presidente del Comitato, Enrico Comandi.

Comandi rammenta che «già nel 2013 il Tar dette ragione all’associazione festeggiamenti Arcille». Quella volta, però, il Comune fu costretto a fare un passo indietroperché non aveva notificato l’avvio del procedimento all’associazione, un passaggio che avrebbe potuto fargli perdere la causa.

Il governo di Ricciardi, però, non demorde e all’inizio di quest’anno ha di nuovo raccolto le carte e le ha portate al Tribunale amministrativo regionale, riaprendo il contenzioso.

«Sempre con i soldi dei cittadini motivandolo con altre faziose argomentazioni _ dice Enrico Comandi _ dimostrazione dell’incompetenza e della cattiveria di chi dovrebbe favorire le associazioni invece di agire solo per distruggerle».

«L’amministrazione non ha alcuna volontà di andare contro le associazioni o contro il volontariato _ spiega il sindaco Luca Ricciardi _ ma poiché il Comune è una pubblica amministrazione, deve compiere atti legittimi. Qualora si riscontrino criticità e illegittimità, bisogna far chiarezza e dare trasparenza agli atti».

Secondo l’attuale amministrazione, «ci sono aspetti non legittimi e da chiarire in quella concessione trentennale a titolo gratuito – dice Ricciardi –. Il Comune deve rendere conto anche a istituti superiori, ad esempio la Corte dei conti. E pronunce specifiche della Corte dei conti dicono che gratuitamente le pubbliche amministrazioni non possono dare nulla. Noi comunque rimaniamo a disposizione delle associazioni per risolvere le criticità».