Sotto choc per Lorenzo ucciso da un'auto a Roselle

Il piccolo Lorenzo Groccia e i fiori lasciati sul luogo del tragico incidente

La mamma infermiera al 118 ha preso la telefonata per i soccorsi. Ancora da chiarire la dinamica dell'incidente, da stabilire la data del funerale

GROSSETO. La sera di sabato 19 aprile, intorno alle 19,30, è stata Margherita Schipani, infermiera del 118 e madre del piccolo Lorenzo, a ricevere in ospedale una chiamata che implorava aiuto per salvare il suo bimbo travolto da un’auto a Roselle. A chiedere l’intervento era il marito Vincenzo Groccia. La donna ha saputo così, mentre era in servizio, che il figlio era stato vittima di un incidente. Una tragica fatalità, una crudele coincidenza che rende ancor più tragici i contorni di questa triste storia.

All’obitorio di Grosseto tutti - parenti, amici e colleghi - scuotono la testa sulla tragedia. «Proprio loro», dicono. Loro sono Vincenzo e Margherita, stimatissimi professionisti dell’Asl 9, soccorritori e medici che si sono trovati loro stessi a soccorrere il figlio.

La dinamica dell’incidente è in corso di accertamento, le indagini in corso. La salma è ancora a disposizione della magistratura in attesa che il pm Giuseppe Coniglio prenda le proprie decisioni per un’eventuale autopsia e l’eventuale nomina di un consulente tecnico per ricostruire la dinamica del sinistro. Quel che è certo, al momento, è che sabato sera il padre Vincenzo Groccia - medico del 118, 52 anni - era a Roselle con i suoi bambini nell’orto di famiglia in via degli Aiali, quando il suo piccolo Lorenzo è sgusciato via - forse aprendo da solo il cancello - e proprio lì davanti lungo la provinciale degli Aiali è stato investito da un’auto condotta da Giulia Trapassi, 22 anni di Roselle.

Tra i vicini di casa c’è chi mormora che il bimbo volesse tornare a casa per fare un bisogno. Ed è stato in questo momento buio e fulmineo che si è consumata la tragedia, inaspettata e imprevista, a poca distanza dal padre e dagli altri due fratellini che erano lì. Un rumore, un colpo. Il corpo di Lorenzo è stato travolto, sembra da dietro, mentre lui si era appena immesso sulla strada ed è stato sbalzato più avanti «con un volo» come raccontano i vicini. Nell’impatto con l’auto e con il suolo ha sbattuto la testa. Nessuna traccia di sangue era visibile, almeno all’apparenza, sull’asfalto. L’urto con la Panda è stato proprio davanti all'orto; la macchina si è fermata poco più avanti.

Il padre disperato ha raggiunto il corpicino. È scattata la richiesta di soccorsi al 118. A quella telefonata al Misericordia ha risposto la moglie Margherita Schipani, infermiera in servizio alla postazione del 118, che si è disperata intuendo il dramma. Un’ambulanza è partita a sirene spiegate alla volta di Roselle, dove il bimbo era ancora vivo ma in condizioni disperate.

La ragazza alla guida della Panda, Giulia Trapassi, aveva appena comprato le pizze in una pizzeria di Roselle e le stava portando a casa dove abita con i genitori quando ha travolto il piccolo senza neppure accorgersene. È stato un attimo. Scesa di macchina, si è accorta per prima della gravità di quanto accaduto e si è spesa per prestare il proprio aiuto, per quanto possibile. Ha chiamato al telefono suo padre Roberto Trapassi, stimato vigile del fuoco e soccorritore: tra le altre cose uno degli “eroi” della Concordia che è corso subito sul luogo dell’incidente e una volta arrivato ha preso dal bagagliaio una mascherina per l’ossigeno che tiene con sé per ogni eventualità: era pronto a prestare aiuto al bimbo. Ma una volta lì ha trovato un’altra persona - a lui sconosciuta - che già stava soccorrendo il piccolo. Era Vincenzo Groccia, il padre di Lorenzo, che ha praticato un massaggio cardiaco e tentato fino all’ultimo di rianimare il figlio. Stesso tentativo compiuto da alcuni vicini di casa, scesi a guardare per strada: anche tra loro c’era qualche volontario esperto nelle pratiche di rianimazione, che ha fatto quel che poteva.

In quei momenti concitati, a un certo punto è parso che il cuore del piccolo fosse tornato a palpitare e le speranze si erano riaccese, ma per poco. Medici e infermieri del 118, una volta arrivati con l’ambulanza, hanno tentato il tutto per tutto per salvare Lorenzo, ma il bimbo già stava morendo sul posto. Il corpicino è stato caricato in ambulanza e la corsa in ospedale si è rivelata inutile. Lorenzo è arrivato in ospedale senza vita.

La dinamica dell’incidente è in corso di ricostruzione da parte della polizia municipale che per tutta la sera di sabato - a partire dalle 19,30 fino a notte fonda - è stata sul posto per i rilievi. Domenica 20 intorno alle 12 un’altra pattuglia con due poliziotti municipali è tornata a Roselle per continuare gli accertamenti con la luce del sole. La macchina che ha investito Lorenzo - la Fiat Panda 4x4 - è ancora sotto sequestro in attesa di eventuali accertamenti da parte dell’autorità giudiziaria. La ragazza - assistita dall’avvocato Luca Di Paola - è stata sottoposta alle analisi tossicologiche in ospedale, alle quali è risultata negativa come lo stesso alcoltest effettuato la notte dell’incidente.