Fiori e un angioletto sul luogo della morte di Lorenzo

Qualcuno ha deposto alcune calle e una statuina di fronte all’orto affacciato sulla strada degli Aiali a Roselle dove il piccolo è stato travolto da un'auto

ROSELLE. Sul luogo della morte, ieri, una mano pietosa ha deposto un mazzo di calle bianche e un altro fiore con un angioletto. Nessuna parola; solo fiori e una piccola creatura celeste appoggiata alla rete dell’orto per dare un commosso saluto al bambino.

Qui davanti il piccolo Lorenzo Groccia giocava; qui davanti è stato investito da un’auto ed è morto. Erano circa le 19,20, il buio stava calando e i vicini stavano preparando la cena quando è successo l’incidente. Un botto, il dolore e lo strazio. La tragedia. Per tutta la notte la polizia municipale è stata sul posto per fare i rilievi mentre i vicini erano in strada increduli. La famiglia in ospedale. Ieri verso le 12 una pattuglia è tornata lì approfittando della visibilità offerta dalla luce del giorno per continuare e perfezionare gli accertamenti.

L’orto nel quale Vincenzo Groccia aveva portato i figli è chiuso; dentro c’è un cane nero. C’è l’erba, un prato, apparecchi per annaffiare e un piccolo box dove riporre gli attrezzi da giardinaggio.

Lì sull’altro lato della strada c’è un gruppo di case dove abita anche la famiglia di Lorenzo. Un posto tranquillo, sereno: davanti c’è un parcheggio. La strada che insiste lì di fronte - piccola e stretta - è un’arteria provinciale, la 110 degli Aiali: una traversa di via Batignanese che conduce verso la vecchia Aurelia, tra Grosseto e Braccagni. Qui giocava Lorenzo con i fratellini e ha trovato la morte.

Una famiglia benvoluta e stimata da tutti quella dei Groccia, che hanno una casa a Grosseto e un’altra qui a Roselle. Lei, Margherita, è infermiera del 118. Lui - Vincenzo - ha lavorato anche lui a lungo al 118 in varie postazioni della provincia.

È specializzato in neurologia e negli ultimi anni è stato stabilizzato come medico del Pronto soccorso dove è impiegato anche come neurologo d'urgenza.

«Lo conoscono ovunque - raccontano alcuni infermieri, amici - È bravissimo sul lavoro, una persona perbene e soprattutto molto umana con i pazienti. Un grande amico per molti di noi, un padre speciale, tra l’altro gelosissimo della privacy della famiglia e che non ha mai messo foto dei suoi bambini su Facebook».

Due anni fa ha avuto un brutto incidente con lo scooter.