Corsa contro il tempo per salvare i pini

Uno dei pini domestici aggrediti dai parassiti

Anche quelli domestici, dopo quelli marittimi, sono infestati dai parassiti. Monaci dà il via agli abbattimenti urgenti

GROSSETO. «Qui dobbiamo abbattere 15 pini e dobbiamo farlo molto velocemente prima che l’infezione si espanda, ma purtroppo stiamo verificando la presenza di molti focolai». L’assessore ai lavori pubblici del Comune di Grosseto, Giuseppe Monaci, indica con i tecnici del suo ufficio le chiome seccate di alcuni pini domestici nell’area davanti alla palestra di Marina di Grosseto.
Dopo un’annata trascorsa tra abbattimenti e polemiche, per il violento attacco da parte del famigerato Matsucoccus Feytaudi che ha praticamente distrutto la popolazione di pini marittimi, ma non attaccava il pino domestico, adesso è la volta di questi ultimi a subire l’aggressione di altri due insetti, due coleotteri (Tomicus Destruens e Ips Sexdentatus), che hanno preso di mira proprio i pini domestici e rischiano di provocare una “strage”.

«L’insetto per cui abbiamo polemizzato per molti mesi è la cocciniglia del pino marittimo – dice Monaci - il Matsucoccus che, come ha fatto in Liguria negli anni 70-80, si è espanso e sta uccidendo tutti i pini marittimi e su questo non si può fare assolutamente nulla salvo che rallentare il progresso della malattia». Il Comune di Grosseto è intervenuto in modo deciso con gli abbattimenti e «abbiamo fatto molto bene – spiega Monaci – perché chi li affronta con pietà, cercando di salvare qualche pino non fa altro che accelerare la morte di quei pini e di molti altri, anche domestici, proprio perché su quelle piante ammalate si insediano altri insetti che stanno attaccando anche il pino domestico».

Ed è quello che sta accadendo alla pineta di Marina, fatta di pini domestici, già resi improduttivi dalla cosiddetta cimice americana delle conifere che fa abortire le pigne e fa sì che non ci siano più pinoli.

Adesso, questi due coleotteri sembrano essersi moltiplicati a dismisura: attaccano pini domestici vecchi, deboli, ma attaccano anche quelli appena piantati nel giardinetto ricavato in via del Tombolo: piante giovani e tenere, che già presentano, tutte, i buchi, circondati di resina, attraverso i quali i coleotteri si insinuano sotto la loro corteccia. Per queste piante giovani, non ancora completamente compromesse dall'attacco dei parassiti, si sta pensando a iniezioni di sostanze velenose per gli insetti, che sembrano dare qualche risultato anche là dove utilizzate, in via sperimentale, contro il Matsucoccus a difesa dei pini marittimi ancora sani.

Inoltre «stiamo monitorando tutto – dice Monaci – con l’università: ci siamo riuniti e abbiamo convenuto un'azione di monitoraggio e cattura, specialmente dell'Ips Sexdentatus, che si sta dimostrando troppo presente e pericolosissimo. Possiamo utilizzare il denaro reperito lo scorso anno dalla Regione per l'emergenza a Principina, dobbiamo coordinare un'azione di rilievo e cattura di questi individui, per rallentare questi fenomeni, ma dobbiamo aver presente che non si possono arrestare: quando arriva un nuovo parassita dobbiamo conviverci perché gli insetti hanno una grandissima capacità organizzativa e sanno come fare per affermarsi in un territorio». Il che significa che per mantenere una pineta ormai improduttiva ma essenziale per l’economia turistica dovranno essere affrontati costi enormi, «non solo per gli insetti – conclude Monaci – ma anche perché non sono state fatte da troppo tempo azioni di rinnovo che bisogna fare, altrimenti la pineta muore e ci cade tutta in testa».